SAN GIORGIO DEL SANNIO:Confermate dalla Cassazione le condanne per il deposito abusivo di rifiuti pericolosi.

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Dopo la sentenza dell’VIII Sezione della Corte d’Appello di Napoli, anche la III Sezione penale della Corte Suprema di Cassazione ha infatti confermato la sentenza di condanna emessa dal Giudice monocratico del Tribunale di Benevento, dott. Sergio Pezza, a carico di Martino Nardone, titolare dell’omonima ditta di San Giorgio del Sannio (BN) per violazione delle norme in materia di gestione rifiuti. La ditta gestiva, in assenza di autorizzazione, un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non pericolosi in locali siti a piano terra e all’aperto del condominio in via Appia del comune sannita. Macchinari per la panificazione dimessi e loro parti, contenenti amianto, furono lasciati per lunghi periodi nel piazzale a circa 100 metri di distanza dalla sede della ditta, provocando un grande allarme per la salute dei condomini. L’esposto dei condomini, affiancato successivamente dal WWF, portò all’avvio delle indagini da parte del P.M. Francesco De Falco che accertò la presenza di amianto, lana di vetro e lana di roccia, tutte fibre altamente nocive che provocano irritazioni e sono provati agenti cancerogeni. Il WWF ha partecipato a tutti i gradi di giudizio: dopo essersi costituito parte civile con il patrocinio dell’Avv. Maurizio Balletta innanzi al Tribunale di Benevento, si è anche costituito innanzi alla Corte Suprema di Cassazione con il patrocinio dell’Avv. Alessio Petretti. Questa sentenza, di cui ancora non sono note le motivazioni, è di estremo interesse in quanto conferma un principio giuridico molto importante per la tutela dell’ambiente e della salute, affermato per la prima volta in Italia dal giudice Pezza e già ripreso in molte riviste specializzate di settore: “l’amianto è un rifiuto sempre pericoloso”, sia che si tratti di amianto da costruzione, sia che si tratti di amianto isolante. La sentenza, inoltre, conferma l’efficacia del sistema risarcitorio del danno ambientale antecedente al Testo Unico Ambientale approvato nell’aprile scorso dal Governo Berlusconi. Infatti, proprio sulla base delle norme previgenti, il WWF ha potuto sostituirsi in giudizio al Comune di S. Giorgio del Sannio, rimasto inerte. Con le nuove norme tutto ciò non sarebbe stato possibile in quanto la legge in vigore da aprile 2006 non consente più ai Comuni di chiedere il risarcimento del danno ambientale, né alle associazioni di sostituirsi ai Comuni inerti. Il WWF Sannio rivolge quindi un appello al Ministro della Giustizia, On. Clemente Mastella, perché, anche prendendo spunto da questa vicenda, consideri la possibilità di proporre il ripristino delle precedenti norme in materia di danno ambientale.

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