Villard, la seconda giornata dedicata a sette casi di studio

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ricopre anche il ruolo di coordinatore dell’associazione Villard, ha sottolineato che: “In questi anni abbiamo sempre più compreso quanto sia importante la sinergia con le istituzioni e gli enti locali, per offrire a tutte le professionalità coinvolte, la possibilità di immaginare concreti interventi da realizzare sul patrimonio urbano”.Ha fatto seguito la relazione di Angelo Mancini, dirigente dei Sistemi di staff del Comune di Benevento. “Vi ringrazio tutti sin d’ora – ha esordito il dirigente – per il contributo di idee e di progetti che ci saprete offrire per valorizzare il patrimonio della città di Benevento. Vivete da testimoni oculari uno dei momenti più particolari della vita amministrativa della città, visto che siamo alla vigilia della fase iniziale che ci porterà alla realizzazione del Piano Strategico. Proprio in questo contenitore spero che siano inseriti il maggior numero di progetti che voi ci proporrete. Anche se, è bene ricordarlo, il Piano non sarà una mera elencazione di opere pubbliche, piuttosto dovrà essere la cornice all’interno della quale si muoveranno le forze sociali. Si tratterà, in pratica, di un’idea di città che dovrà essere perseguita da tutti gli attori, non solo locali, che sottoscrivendo con noi questi intenti condivideranno gli oneri e gli onori connessi al progetto di ripensare la città”. Proprio per entrare nel vivo del tema, Vincenzo Carbone, responsabile del Puc del Comune di Benevento, nella sua relazione ha illustrato i piani urbanistici di cui Benevento è stata oggetto negli ultimi 70 anni: dai piani di Piccinato, passando per lo studio di Zevi e Rossi fino a quello di Forte. “Oggi – ha concluso Carbone – è necessario far partire gli interventi sulla città da una nuova filosofia di fondo. Bisogna tenere in conto di tutte le pressioni che il tessuto urbano subisce in ciascun differente punto: solo così si potrà ottenere il risultato di una pianificazione che sappia andare oltre l’orizzonte dell’attuale”. Sono stati successivamente illustrati sette casi di studio relativi ad altrettante aree cittadine, sottoposti direttamente ai professionisti presenti. Poi, accompagnati da Roberto Serino e Lilia Pagano, dell’Università di Napoli ‘Federico II’, da Fernanda De Maio, dell’Università Iuav di Venezia, e dal sindaco di Benevento, Fausto Pepe, tutti i partecipanti hanno preso visione diretta dei siti descritti nei casi di studio.Alla ripresa dei lavori, nel pomeriggio, hanno relazionato all’uditorio Giovanni Menzione e Marcello Stefanucci, rispettivamente su ‘Opere e artefici tra i terremoti del 1688 e 1702′ e su ‘Benevento, città fluviale’. I lavori sono stati conclusi da una discussione sui temi di progetto.

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