TRAFFICO ILLECITO DI COMPOST:

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Su decreto della Procura della Repubblica di Latina, la Polizia provinciale di Benevento, in collaborazione con quella di Latina, ha sequestrato stamani in Buonalbergo (BN) un’area agricola dove risultavano ancora accumulate, senza autorizzazioni, circa 15 metri cubi di compost, un fertilizzante per l’agricoltura residuo della lavorazione dei rifiuti solidi urbani. Un uomo, tale B.A., 38 anni, nato Buonalbergo, ma residente a Latina, è da oggi formalmente indagato perché il compost trovato nel proprio fondo è risultato contenere cadmio e zinco, nonché materiali estranei, quali inerti, plastica, legno, lattine, in quantità superiori ai parametri fissati dalla legge n. 748 del 1984, e comunque non inquadrabile come ammendante compostato misto e, pertanto, non impiegabile ai fini agrari. L’operazione, guidata a Benevento dal ten. col. Giovanni Catalano, è frutto di lunghe indagini partite dal Lazio e successivamente estese nel Sannio: la Polizia provinciale locale, investita dall’omologo Corpo di Latina, ha cooperato effettuando nei giorni scorsi alcuni accertamenti preliminari sul territorio.Il sequestro penale preventivo è stato disposto, ai sensi degli articoli 321 e 549 del codice di procedura penale, dal Pubblico ministero della città laziale nell’ambito di un corposo fascicolo processuale contro tale U.V., 62 anni, di Roma. Per quanto riguarda l’area sannita, questo U.V., in qualità di legale rappresentante della SEP srl, una Società che opera nel settore dello smaltimento e recupero di rifiuti speciali non pericolosi, avrebbe ceduto nel 2005 a B.A. una enorme quantità di compost, ben 2.355 tonnellate. Il B.A., a sua volta l’avrebbe depositata presso il fondo di sua proprietà in Buonalbergo, con l’intenzione – ha dichiarato agli agenti della Polizia provinciale – di volerla utilizzare quale fertilizzante. Tenuto conto che della rilevante quantità iniziale ne sono stati rinvenuti 15 metri cubi, sono in corso, ora, da parte della Polizia provinciale di Benevento, le indagini per: 1) accertare da quanto tempo in realtà si stava procedendo all’accumulo di sostanze pericolose quali il cadmio e lo zinco; 2) delimitare esattamente l’area di accumulo; 3) ed eventualmente individuare le coltivazioni interessate dal fertilizzante non ammesso.

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