Il campione brasiliano, Leo Junior rientra in Italia e spende parole al miele per Pedro Mariani

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Junior: “Occasione imperdibile” “Il Toro è la mia casa,la mia famiglia” Dodici ore di volo, giusto il tempo di lasciarsi alle spalle il mare di Rio de Janeiro e trovarsi ai piedi delle Alpi, venti chilometri da Torino, a Pinerolo, dove gioca il suo Toro. Leo Junior arriva così, quasi di nascosto, improvvisamente, al fianco di Urbano Cairo, il presidente che per scaramanzia non perde mai l’amichevole infra-settimanale di Rosina e compagni. Il brasiliano si siede in panchina, al fianco di Zaccheroni, dalle tribune nessuno lo nota; a fine partita sbuca negli spogliatoi, saluta e poi fuori per un attimo a raccogliere l’ovazione dei tifosi che uno dopo l’altro lo riconoscono e lo applaudono. Si presenta così Leovegildo Lins Gama, per tutti Junior, per i tifosi del Toro semplicemente Leo. Stessi baffi di sempre, qualche capello in meno. Doveva arrivare sabato, giusto in tempo per presenziare alla festa del Centenario ma “il Torino è la mia casa – ha detto a TgCom – la mia famiglia e uno in famiglia vuole passare più tempo possibile”. Tre stagioni in maglia granata, 86 presenze e 12 gol, tanti, tantissimi ricordi, su tutti quel calcio d’angolo battuto al novantesimo e deviato in rete da Serena che regalò ai granata una vittoria memorabile nel derby. Era il 18 novembre 1984, Junior era appena sbarcato a Torino. Da allora sono passati esattamente 22 anni. ”Tornare qui mi fa sempre molto piacere. Un’occasione del genere poi era imperdibile. Quando Urbano (Cairo, ndr) mi ha chiamato ho subito risposto di sì: mai e poi mai mi sarei potuto perdere la festa per i cento anni del Toro. Qui c’è ancora molta gente che mi ama, significa che ho fatto bene il mio mestiere e che ho lasciato un buon ricordo. Sento con orgoglio di essere uno di quelli che ha fatto parte della grande storia di questo club”. Molti di quegli altri cui ha fatto riferimento li incontrerà domenica all’Olimpico: saranno quasi duecento gli ex granata presenti allo stadio. “Mi fa piacere poter rivedere ex-compagni che non incontro da tempo. Qualcuno in particolare? Non vorrei essere ingiusto verso gli altri, però è tanto che non vedo e non sento Pietro Mariani, un giocatore di grande temperamento che si era rotto la gamba quando ero appena arrivato e che mi ha aiutato tantissimo ad inserirmi nonostante i suoi problemi: lui rappresentava veramente lo spirito del Torino, quel non perdersi mai d’animo, quella capacità di reagire, rialzarsi e ripartire che sono una caratteristica unica di questa squadra. Mi piacerebbe tanto riabbracciarlo. E poi sono curioso di entrare al Comunale (Junior lo chiama ancora così, ndr), tutto nuovo, senza pista, più piccolo. Mi hanno detto che la Curva contiene meno spettatori ma sono certo che la Maratona sarà ancora uno spettacolo”. Al Torino di Urbano Cairo Junior si sente particolarmente legato e presto potrebbe diventarne anche un osservatore, ovviamente per il Sud America. “Se il presidente lo vorrà ne sarò ben lieto perchè in Brasile ci sono tanti giocatori giovani che possono emergere anche in Italia. Qualche nome? Tempo fa avevo parlato di Oliveira e Marcelo: uno è andato al Milan, l’altro al Real Madrid. Per loro due ora è troppo tardi ma ci sono tanti altri ragazzi che valgono. Quando sarò solo con il presidente qualche nome nuovo lo farò, ma solo quando saremo io e lui”. Un nome invece lo facciamo noi: quello di Alessandro Rosina, l’uomo in più di questo Torino. “E’ bravo, molto bravo. L’ho visto giocare, ha un’ottima tecnica e anche sulle punizioni non è niente male”. Una cosa che detta da Junior suona come un grande complimento. “Però – continua – può ancora migliorare parecchio. Basta allenarsi molto, avere voglia di crescere e fermarsi ogni fine allenamento a calciare: non è una mezz’ora persa, è solo tempo guadagnato e te ne rendi conto in partita, quando vedi la palla finire in porta. Io per lo meno facevo così e i risultati non erano male”. A questo punto fa per andarsene, si volta, sorride e in perfetto torinese si lascia scappare un “Anduma…”. Lo fermiamo, solo un’ultima domanda: e domenica, come si immagina la festa? “Non la immagino, aspetto solo di viverla”. da tgcom Giuseppe Ferrario Junior: ‘Immaginare il Centenario? Io non lo immagino, voglio viverlo’ Cairo: ‘Aperte le porte a Leo come referente per il mercato in Brasile’ Poi rivela: ‘Domenica saranno presenti anche De Biasi e Davide Nicola’ Lei è un esempio per molti tifosi del Torino… “Io penso di aver fatto il mio dovere quando mi è stata data la possibilità, ma alle spalle avevo anche un ambiente giusto che mi consentisse di rendere al meglio”. Seguendo un po’ questo Torino, c’è un giocatore come Rosina che ambisce a calciare le punizioni un po’ come faceva lei… “Rosina ha grandi doti. Sulle punizioni deve allenarsi, deve provare e riprovare, anche stando mezz’ora dopo il termine della seduta: quello non è mai tempo perso, è solo tempo guadagnato”. Al presidente Cairo farà dei nomi per il mercato brasiliano? “Si, penso che questa possibilità ci sia, anche solo per curiosità, potrò dire la mia”. Quindi interviene il presidente Cairo: “Lui è stato un grande giocatore, un grande esperto di calcio. Se vorrà essere il nostro referente per il mercato sudamericano mi farà certamente piacere rendere fattibile questa idea”. La parola torna poi a Leo Junior, che sottolinea come altre squadre importanti nel mondo stiano puntando su giovani brasiliani molto interessanti: “Kashima Antlers e Real Madrid ultimamente hanno acquistato giocatori giovani e promettenti. Un abbassamento di livello rispetto ai miei tempi in serie A? Non direi, c’è un livello ancora molto alto, ma ai miei tempi c’era il limite per gli stranieri in campo, ora è tutto liberalizzato e perciò alcuni giovani potrebbero risentire di questa concorrenza”. Quale luogo le ritorna in mente passando da Torino? “L’ospedale Sant’Anna, dove è nata mia figlia Juliana. E’ un luogo che ho sempre bene in mente”. Lei che conosce Zico, ha parlato con lui di Oguro? “Si, certo. Io penso che lui abbia buone qualità: anche perché se ha lasciato il Giappone per l’Europa significa che delle doti le ha sicuramente, ma occorre che si adatti al difficile campionato italiano, che rispetto a quello Giapponese è meno ‘quadrato’”. Chi rivedrebbe con grande piacere dopo tutto questo tempo? “Pietro Mariani. Si è rotto appena sono arrivato al Torino, ma mi è stato sempre molto vicino soprattutto per imparare la lingua e poi da quando sono andato via non ho più avuto modo di rivederlo. La sua lunga carriera, dopo tutti i guai fisici subiti, dimostra tutto quanto il suo carattere”. Per concludere, come se la immagina la festa del Centenario? “Io non la immagino, voglio viverla…!”. Ecco quindi che riprende la parola il presidente Cairo: “Per domenica ho sentito Gianni De Biasi – rivela il patron granata – è stato molto cordiale e mi ha confermato che per il Centenario ci sarà. Inoltre ci sarà un altro ex giocatore del Toro rimasto nel cuore di molti tifosi: Davide Nicola sarà dei nostri domenica”, ha concluso il presidente del Torino FC prima di abbandonare Pinerolo al fianco di Leo Junior. da Tuttotoro.com di Andrea Scappazzoni

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