LETTERA APERTA AD ANIELLO CIMITILE E CARMINE NARDONE

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Allora vi chiedo :
1-    Possiamo sostenere che in Italia oggi sia giusto tenere in vita 107 Province con tutta la bardatura di Agenzie , Società in house e partecipazioni consortili che si trascinano ?
2-    Possiamo pensare che ,tra le 50 province destinate a ridefinire i loro territori amministrativi ed a riposizionare le sedi degli Uffici statali e regionali che dovrebbero fondersi ,soltanto Benevento risulterebbe penalizzata? E perché?
3-    Possiamo respingere totalmente il progetto governativo volto a ridurre il numero delle Province o possiamo soltanto evitare l’eventualità  che l’Irpinia ed il Sannio ( e forse anche il Casertano) siano chiamati a fondersi in una sola Provincia ? E come mai  solo a Benevento i responsabili istituzionali e politici scendono in piazza, mentre in qualche modo restano indifferenti i loro omologhi di Avellino , Caserta ,Campobasso, Isernia, Barletta ,Brindisi  ,Taranto,Lecce  ed altre ?  Forse pensano di poter usare altre armi ed altri argomenti per tutelare il loro territorio ?
4-    Possiamo immaginare che, se per le altre 49 province si tratterebbe di accorpamento o fusione , per noi sanniti rappresenterebbe una mortificante incorporazione o affiliazione ?
5-    Possiamo ritenere che ,per modificare il contestato decreto governativo,al punto in cui siamo, non ci resti che assumere un ribellistico atteggiamento da indignatos ? Voi ,che siete personaggi istituzionali , non credete più ai tavoli di confronto e trattativa , non credete più alla politica ,alla Politica con la P maiuscola, che si esercita attraverso la discussione e il negoziato  ?
6-    Possiamo preoccuparci della eventuale convivenza nella stessa provincia di Montesarchio, Mercogliano e Mondragone quanto piuttosto della prevedibile laboriosa trattativa tra le tre città – capoluogo ( Avellino,Benevento ,Caserta ) per l’assegnazione delle sedi di uffici oggi localizzate in tutt’ e tre le città ? E per fare questo occorre erigere barricate piuttosto che allestire tavoli politici di confronto e contrattazione ?
7-    Possiamo oggettivamente attenderci che ,laddove non si riuscisse ad ottenere la modifica del decreto governativo e fossimo costretti ad accettare l’accorpamento, la classe istituzionale e politica,che ci governa e rappresenta , sappia dialogare e negoziare nei palazzi del potere, a Roma e  a Napoli  , perché il nostro Sannio non risulti mortificato ?

 In conclusione, vi confermo stima ed affetto nella convinzione che sappiate agire non solo con il cuore ma soprattutto con la mente ,dismettendo sia l’ascia di guerra che il saio della vittima ,sapendo che le battaglie politiche non si vincono con le bombe ma con la parola. Con le strategie negoziali .  
Scusatemi dell’invadenza e buon lavoro .
                                                                                                                      Roberto Costanzo

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