Abolizione Provincia, istituita Conferenza Permanente

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Ha iniziato il Convegno uno dei sindaci promotori dell’iniziativa, Rossano Insogna, primo cittadino di Melizzano. Questi ha posto in guardia sui pericoli insiti in una manovra di natura economica che vuole sopprimere le piccole Province, ma che punta anche diritto agli stessi Comuni a partire ovviamente dai più piccoli. Insogna ha quindi contestato l’attacco alla stessa identità culturale e storica locale.

Ha preso quindi la parola il presidente Aniello Cimitile. Egli ha esordito dicendo che è disponibile a mettere all’ordine del giorno del dibattito politico e istituzionale di questi giorni la ipotesi di giungere ad una nuova Regione, che sia il Sannio, il Molisannio, o la Regione ipotizzata dal presidente della Provincia di Salerno che unisce i territori non metropolitani. Ma, ha precisato Cimitile, tale discussione deve avvenire solo quando sarà stata portato a casa il risultato della salvaguardia della integrità del territorio della provincia di Benevento. Prioritario dunque è la difesa del territorio sannita, ha detto Cimitile e il provvedimento del Governo Monti n. 95 è incostituzionale ed illegittimo, persino peggiore del precedente tentativo dello stesso Monti dello scorso novembre contro il quale ben 11 Regioni hanno sollevato la obiezione di incostituzionalità. Non è possibile, ha aggiunto Cimitile, che si metta mano alla Costituzione e agli organi costituzionali attraverso una legge di spesa che non solo è già blindata, perché non è prevista la possibilità di una terza lettura del provvedimento da parte delle Camere, ma che per di più assegna allo stesso Governo il potere di individuare come modificare l’Amministrazione statuale e le autonomie locali. Il provvedimento è incostituzionale, ha scandito Cimitile, perché calpesta il potere, sancito dalla Costituzione, dei Comuni di modificare i confini delle Province: “solo ai Comuni è concesso tale potere, non certo allo Stato”. Surrettizio, poi, è il tentativo del Governo di aggirare l’ostacolo della Costituzione affidando ai Comitati delle Autonomie la discussione sulla ridefinizione delle Province. Secondo il presidente della Provincia c’è invece bisogno di garantire il massimo coinvolgimento dei territori nella gestione dei problemi locali e nella programmazione. E per questo ha proposto di istituire una Conferenza Permanente delle Istituzioni locali per portare avanti una battaglia per la salvaguardia della identità locale. Cimitile ha poi contestato il criterio secondo il quale a creare squilibri di bilancio dello Stato sono le piccole Province: semmai sono le grandi a crearlo ha precisato. “L’apparato politico della Provincia di Benevento – ha detto Cimitile – costa ad ogni cittadino 1,89 Euro”. Cimitile ha anche contestato il fatto che la città di Reggio Calabria divenga città metropolitana pur avendo lo stesso numero di abitanti di altre 40 realtà locali che però non diventano tali. Cimitile ha poi sottolineato come l’Ufficio studi del Senato ha già segnalato che il trasferimento ai Comuni di alcune funzioni finora esercitate dalle Province costerebbe molto di più di quanto costi oggi. Cimitile ha inoltre denunciato i danni che deriveranno al territorio dalla cancellazione dei servizi a base provinciale, visto che gli stessi oggi costituiscono il 68% del Pil provinciale sannita.

Il sindaco Gianluigi Paragone di San Giorgio la Molara ha proposto la realizzazione di una nuova Regione: a suo giudizio non ha più senso che resista una Regione Molise con 300mila abitanti e pertanto è il tempo di costituire una nuova Regione Sannio con i territori dell’antico Sannio.

Il sindaco di Arpaise Mena Laudato ha affermato che è innanzitutto indispensabile portare ad azzerare apparati burocratici e strumentali, ma anche istituzionali inutili, a partire da quelli regionali che sono elefantiaci e troppo costosi. Il problema non è dunque quello di abolire le piccole Province, ma in subordine sarebbe utile per i territori delle aree interne unirsi con Avellino.

Il sindaco di San Lorenzo Maggiore Emmanuele De Libero ha sottolineata la necessità che sia salvaguardata la razionalità dell’assetto costituzionale del nostro Paese e che lo stesso non lo si può lasciare all’iniziativa di un governo tecnico, non eletto dal popolo, che ragiona solo in termini ragioneristici e senza avere una visione d’assieme delle strategie di lungo periodo. Ha chiesto la

Claudio Cataudo, sindaco di Ceppaloni, ha contesto il Governo in carica per le scelte definite come “scellerate” perché volute da chi non ha mai governato i territori e non sa cosa significhi confrontarsi con i problemi di identità ed i bisogni della realtà locale. Questo tipo di provvedimento non farà altro che distaccare ancora di più il cittadino dalle istituzioni che ormai latiteranno sempre di più. Il sindaco ha, quindi, chiesto che vengano tagliati alcuni sprechi finanziari di misura ben superiori a quelli delle Province.

Michele Napoletano, sindaco di Airola, ha negato l’opportunità di cambiare Regione, ma ha riconosciuto che occorre una profonda trasformazione della stessa Regione che oggi come oggi non funziona. Egli però ha negato con altrettanto vigore che sia utile ed opportuno cancellare la provincia di Benevento per gli evidenti problemi di identità e di poteri di autogoverno del nostro territorio.

L’on. Giovanni Zarro, presidente della Samte, ha chiesto che venga fatta una netta distinzione tra la necessità di tagliare le spese con la necessità di cambiare la Costituzione. “Monti è un aristocratico che sta attuando una linea di forte accentramento amministrativo in opposizione alle linee di decentramento amministrativo che abbiamo sempre chiesto. E’ il modo che ancor m’offende … in questo sforzo di cambiamento”.

Il sindaco di Guardia Sanframondi, Floriano Panza: “sui presupposti di Cimitile, non si può non essere d’accordo. Ma sappiamo anche che tutti danno per scontato la soppressione delle Province: non c’è il coraggio da parte dell’UPI di essere obiettivi. Nel ’93 il Consiglio provinciale di Benevento votò all’unanimità una delibera di adesione alla Regione Sannio; ma purtroppo non fu possibile dare corso a quel deliberato”.

La prima scelta da farsi sarebbe di fare una UPI bis. La cronologia: impugnativa costituzionale della norma, è urgente. Subito dopo, in regione Campania, con i nostri 5 milioni di abitanti, auto organizzarsi al proprio interno per determinare 5 provincie. Coinvolgiamo la Regione Campania in questo processo, perché la Regione i suoi territori marginali non li considera. Dobbiamo indire un referendum: è tecnicamente possibile, se parliamo di una Regione esistente. La Provincia di Avellino su una proposta referendaria di una Regione Sannio, insieme anche al Molise, sarebbe disponibile? A questo punto anche la istituzione deve essere al servizio di un progetto economico del territorio: con Napoli, le risorse non bastano mai. Per cui in questo tempo dobbiamo operare perché nessuno deve avere alibi.

Il sindaco Pio Morcone di Castelfranco Miscano ha detto che anche uno studente universitario sa che questi processi necessitano di una riforma costituzionale. Occorre invece affermare il principio di sussidiarietà e adeguatezza, principi che trovano riconoscimento nei Trattati europei e poi introdotti nella nostra Carta con la Bassanini e con la sentenza della Corte Costituzionale. Pertanto accanto ai comuni deve esserci un ente intermedio come la Provincia, con compiti di pianificazione dello sviluppo economico locale e di sussidiarietà con i Comuni. Il sindaco ha suggerito di adire la magistratura.

Il consigliere Spartico Capocefalo ha auspicato la necessità che vengano rafforzate le funzioni di decentramento amministrativo invece che procedere sull’accentramento che vuole Monti. Occorre però una azione forte e spettacolare contro il Governo. I nostri rappresentanti ha continuato non sono all’altezza.

Il consigliere Lucio Rubano ha contestato i partiti politici che non hanno espresso una azione forte a tutela del territorio.

Il sindaco di Sant’Agata de’ Goti Carmine Valentino ha chiesto un’azione unanime dei sindaci e dei territori a sostegno della permanenza della Provincia di Benevento. Non può essere consentito a nessuno di cancellare il territorio locale. Ognuno deve assumersi la propria responsabilità rispetto alla tutela del territorio ed ha chiesto che sia costituito un gruppo ristretto di lavoro per sostenere la battaglia.

Il sindaco del capoluogo Fausto Pepe ha affermato che oggi si vogliono risolvere i problemi costituzionali con le manovre di bilancio perché molta parte dell’opinione pubblica, a livello non solo italiano ma europeo, ha già condannato a priori ciò che viene considerato come una area marcia del Paese, e cioé a partire dalle Province, che sono state individuate come la “casta”. Peraltro non sono solo le Province ad essere minacciate, ma in futuro lo saranno anche i Comuni. E’ necessario un intervento politico di alto profilo perché occorre far capire quali siano le conseguenze reali dell’approvazione di un provvedimento del genere. Questo Decreto incide molto sulle nostre comunità, anche se il nostro destino come sanniti è stato accomunato alle altre due Province campane da cancellare, Caserta e Avellino. Il problema è però che alla fine saranno i sindaci e le Regioni a dover decidere sul destino dei nostri territori. La Regione Campania, se i sindaci e la classe dirigente locale saprà lavorare bene, dovrà dunque prendere atto di una realtà di una volontà politica da parte degli amministratori: in quel momento potrà avere una svolta policentrica che abbiamo sempre ipotizzato, ma che mai siamo riusciti a realizzare.

Insogna ha quindi suggerito di avviare un gruppo di lavoro come Conferenza Permanente per elaborare un’azione politica da formalizzare un documento che possa essere anche di essere supporto ad un’azione dinanzi alla Magistratura.

Il presidente Cimitile ha approvate tale impostazione ed ha chiesto di formalizzare la Conferenza Permanente delle Istituzioni che segua il complesso percorso per la salvaguardia del territorio con un processo partecipato e condiviso con tutti i Soggetti istituzionali.

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