PROVINCE: CIMITILE, PROPOSTA PER PIANO RIORDINO

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 I tempi impostici sono certamente stretti ma siamo convinti che c’é la possibilità di dare vita ad un rinnovato assetto territoriale regionale fondato sulla Città metropolitana e sulle attuali quattro Province. Per fare ciò, occorre ragionare innanzitutto sull’efficientamento delle funzioni per migliorare la qualità dei servizi resi ai cittadini. In quest’ottica bisogna mettere insieme territori che sono omogenei per storia, cultura, tradizione e che già attualmente ragionano in una logica d’insieme nella programmazione di alcuni servizi importanti". Lo ha detto il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, al termine della Conferenza permanente Regione – Autonomie locali della Campania che si è svolta presso l’Auditorium della Regione Campania a Napoli, con all’ordine del giorno il riordino delle Province ai sensi dell’art. 17 del Decreto n. 95/12, convertito con modificazioni dalla legge 135/12 e della Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio scorso. All’incontro di oggi hanno partecipato anche i sindaci della Campania che sono stati invitati dall’assessore regionale Pasquale Sommese per dare la possibilità alla Conferenza permanente di acquisire, in via preliminare, utili e fondati elementi conoscitivi circa la sussistenza di eventuali iniziative poste in essere, avviate o comunque in fase di elaborazione, da parte dei Comuni, volte a modificare le circoscrizioni provinciali esistenti alla data di adozione della Deliberazione del Governo con cui sono stati emanati i criteri di riordino delle Province nelle Regioni a statuto ordinario. "Per questo motivo – ha concluso Cimitile – abbiamo accolto favorevolmente quanto dichiarato dal sindaco di San Martino Valle Caudina che ha espresso la volontà dei Comuni facenti parte della Città Caudina di appartenere ad un’unica Provincia. Lo stesso apprezzamento va espresso nei confronti del vicesindaco di Ariano Irpino che ha evidenziato la necessità di garantire alla propria comunità, anche attraverso una riorganizzazione territoriale, maggiori servizi ai propri cittadini. Ovviamente siamo consapevoli che tale ragionamento impone sempre il coinvolgimento delle popolazioni locali perché non è possibile calare dall’alto un processo di riordino che tocca direttamente le persone".(ANSA)

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