Decreto Province slitta a domani mattina.

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E’ stato rinviata a domani la conclusione del Consiglio dei ministri che ha all’ordine del giorno il riordino delle province. La riunione del governo si è interrotta alle ore 18.50 e proseguirà domani alle 9, rende noto un comunicato stampa. Ma nel comunicato conclusivo della riunione di questo pomeriggio non c’è traccia del decreto legge contenente ”disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane", che era in agenda.
Retromarcia,sembra, del governo sul fronte tagli alle Province. Il Cdm in un decreto legge stabilirà che non saranno più commissariate da giugno 2013 ma dal 1 gennaio 2014: in pratica la questione ricadrà nell’esecutivo post Monti. Saranno dati sei mesi in più e non vi sarà nessun commissario. A guidare la fase di transizione i presidenti uscenti. Questo vuol dire che tutte le Province (da 80 a 50) andranno, di fatto, al voto nei mesi successivi.

Le elezioni si terranno però con il nuovo sistema, vale a dire con i consiglieri eletti non più direttamente dai cittadini bensì dai consigli comunali di zona.

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