Province: in Cdm decreto su riordino-La riunione slitta a domani mattina

0
15

Questo contenuto è bloccato. Accetta i cookie per visualizzarlo.

Nel consiglio dei ministri di oggi, o tutt’al più in un altro che potrebbe tenersi domani, il governo presenterà il decreto legge che ridisegnerà la mappa delle Province, che dovrebbero raggiungere circa le 50 unità (tenendo conto di due criteri: un numero minimo di 350 mila abitanti e un’estensione territoriale non superiore ai 2.500 km quadrati), e ufficializzare la nascita delle 10 Città Metropolitane italiane, chiudendo così la fase di riforma introdotta con l’articolo 17 della manovra di Natale 2011, approvato definitivamente il 7 agosto scorso con il dl 95. L’approvazione del provvedimento, promesso per fine ottobre, pare però essere difficoltoso, e soltanto in queste ultime ore, secondo quanto si apprende, si starebbero mettendo a punto gli ultimi dettagli. Che il governo voglia fare presto sul riordino delle Province non ci sono dubbi, se non altro per rispettare il desiderio espresso l’11 ottobre dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che aveva esortato ad avviare una “rapida, positiva conclusione del confronto in atto per il completamento del processo di riordino delle Province”. Il decreto legge del governo farà chiarezza su numerosi punti rimasti finora oscuri. Nel 2013 dovrebbe scattare per tutte le Province il commissariamento, anche per quelle che manterranno i confini attuali. Ma questo scenario, avversato dall’Upi, l’Unione delle Province d’Italià, dovrebbe comunque consentire il mantenimento in vita degli enti attraverso commissari ad hoc che guideranno la transizione fino al 2014, anno che dovrebbe rappresentare il punto di partenza vero e proprio per il riordino. Che dovrebbe quindi far rimanere in vita 50 o 52 enti nelle Regioni a statuto ordinarie, rispetto alle attuali 86, comprendendo anche le 10 Città Metropolitane (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria). Più sfumati invece i contorni per quelle “speciali”, anche se la Sardegna ha già deciso di passare da 8 a 4. A quanto pare non ci sarà nulla da fare per tre Regioni che alla fine avranno una sola Provincia, vale a dire Umbria, Molise e Basilicata. Secondo i desiderata dei governo le Province diventeranno enti di secondo livello (avranno un consiglio provinciale e il presidente della Provincia) con funzioni di area vasta e saranno chiamate ad occuparsi di: pianificazione territoriale e valorizzazione dell’ambiente, pianificazione dei servizi di trasporto, classificazione e gestione delle strade provinciali, regolazione della circolazione stradale, programmazione della rete scolastica e gestione dell’edilizia scolastica per le scuole secondarie di secondo grado. Qualche cambiamento potrebbe riguardare le Città Metropolitane: dopo una riunione di pochi giorni fa tra i ministri Patroni Griffi e Cancellieri e una rappresentanza dell’Upi è stato concordato che queste potrebbero non essere più perfettamente coincidenti con le 10 province di cui dovranno prendere il posto, ma essere disponibili a prendere in carico anche quelle limitrofe.ANSA

Questo contenuto è bloccato. Accetta i cookie per visualizzarlo.

ARTICOLI CORRELATI

Questo contenuto è bloccato. Accetta i cookie per visualizzarlo.


LASCIA UN COMMENTO (Il commento dovrà essere approvato dalla redazione)

Please enter your comment!
Please enter your name here