ALDROVANDI: SIULP, rispetto e sacralità della vita irrinunciabili per chi vuole svolgere funzioni di polizia.

0
13

Lo afferma Felice ROMANO, segretario generale del più grande e storico sindacato confederale della Polizia di Stato – che rappresenta il 30% dei poliziotti italiani – in una nota nella quale interviene in merito agli applausi tributati ai poliziotti condannati per omicidio colposo dopo la morte del giovane ALDROVANDI. Difendere la legalità e le Istituzioni al servizio del Paese e dei cittadini richiede una convinzione di totale rispetto della vita umana e di tutti i suoi diritti che ancorché professionale deve essere intimamente e necessariamente appartenente al patrimonio del DNA di ogni rappresentante delle Istituzioni e, a maggior ragione di chi appartiene alle Forze di polizia; ogni volta che si perde una vita umana per affermare la legalità, soprattutto quando si tratta di un giovane, sottolinea Romano, è un fallimento dell’intera collettività anche se ciò avviene per colpa o per qualsiasi altra motivazione che non rientri nel dolo di voler compiere un gesto così esecrabile. Ecco perché queste tragedie, per le quali va sempre portato rispetto per chi ha perso la vita e per i familiari che vivono il dolore del distacco, debbono servire solo come riflessione per apportare ogni possibile correttivo affinché non si ripetano più e per evitare dolore ai familiari e devastazione in chi, anche se per colpa o negligenza deve rispondere di quel fatto alla propria coscienza, ai propri figli, ai propri familiari prima ancora che alla giustizia e ai familiari della vittima. Per me, che sono uomo delle Istituzioni, e al loro servizio, continua il leader del SIULP le sentenze non si commentano e men che meno si criticano. Le sentenze si rispettano e basta. Perché in un paese democratico, soprattutto per chi ha scelto di servire le Istituzioni difendendo la legalità e mettendo la propria vita al servizio del Paese e dei cittadini la verità giudiziaria, anche quando non piace e nonostante la consapevolezza che essa non sempre rappresenta la verità assoluta, è l’unica verità che si deve rispettare e alla quale attenersi. Questo è il limite che distingue lo Stato e chi lo rappresenta dall’anti stato e i suoiaccoliti. Voglio pertanto, continua ROMANO in qualità di massimo responsabile del più grande Sindacato dei poliziotti, rasserenare i cittadini e i familiari che, per qualsiasi motivo si sono trovati a vivere la tragedia della perdita di un proprio caro in circostanze in cui sono coinvolti tutori dell’ordine che, nella Polizia di Stato e in tutte le altre Forze di polizia è patrimonio radicato, convinto, irrinunciabile e diffuso di tutti gli appartenenti il rispetto e la sacralità della vita umana anche quando si trovano di fronte ad assassini efferati che hanno procurato molti lutti e, a volte persino stragi di innocenti e di onesti servitori dello Stato per i quali, ne sono certo vi è altrettanto diffuso e radicato rispetto nei cittadini per il loro sacrificio al servizio del Paese e per il bene della collettività. Tutto il resto, conclude Romano resta voce isolata che non può e non deve incrinare ilnecessario e irrinunciabile rapporto fiduciario tra cittadini e tutori dell’ordine che, in ogni democrazia resta l’unico anti virus contro ogni devianza sociale o totalitaristica. Gli eroi sono altri come il collega Roberto Mancini, un eroe senza medaglia Il Segretario Generale del SIULP Felice ROMANO, appresa la triste notizia della prematura scomparsa dell’amico e collega Roberto MANICINI, invia a nome di tutto il SIULP i sentimenti del più profondo cordoglio e di totale vicinanza alla sua famiglia e a tutti i suoi cari. Roberto, continua Romano, era un grande amico anche in tante battaglie sindacali del passato, oltre che un poliziotto simbolo esemplare dell’abnegazione e di quegli ideali e valori che rappresentano lo stesso patrimonio di cultura che anima la intima vocazione democratica di tutte le donne e di tutti gli uomini della Polizia di Stato nella tutela delle leggi e delle Istituzioni con la ferma volontà di essere sempre e comunque al servizio dei cittadini, della Repubblica e della democrazia. Questa sua totale vocazione e devozione al servizio degli altri lo portò, per primo ad investigare sul traffico illecito dei rifiuti tossici nella cosiddetta “terra dei fuochi”; la sua tenacia e la sua abnegazione hanno consentito di poter scoprire e processare i responsabili delle ecomafie che si sono arricchiti ai danni della salute di cittadini inconsapevoli e che hanno deturpato un vasto territorio della Campania. Egli stesso, continua il leader del SIULP è stato vittima di un male generato dallo scempio causato dalle ecomafie; ciò nonostante ha continuato la sua battaglia al servizio dei cittadini, della giustizia e del Paese sino all’individuazione dei responsabili di questa catastrofe. Un simbolo nazionale oltre che un precursore per la battaglia contro la camorra nella terra dei fuochi; un “eroe senza medaglia”, come ce ne sono a migliaia tra le file della Polizia di Stato di cui non si parla mai, che ha lottato sino al sacrificio estremo della propria vita per i valori della giustizia, della legalità e della libertà tutelando migliaia e migliaia di altre vite. Ringraziando la memorabile opera di Roberto, conclude Romano, ed esprimendo ancora le più sentite condoglianze e totale vicinanza alla famiglia, mi auguro che il Paese e le Istituzioni diano il giusto riconoscimento a Roberto affinché i suoi cari possano avere la consolazione che egli era un eroe non solo per loro ma per tutto il Paese. Grazie Roberto

ARTICOLI CORRELATI


LASCIA UN COMMENTO (Il commento dovrà essere approvato dalla redazione)

Please enter your comment!
Please enter your name here