Squinzi: “Sulle infrastrutture non è più tempo di discutere, è tempo di fare”

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Questa fiducia  va  consolidata  con  riforme e scelte di politica industriale che rimettano l'impresa al centro. Tra queste, primaria importanza va data alle infrastrutture  di  trasporto  e al settore della logistica, partendo dalle esigenze  di  collegamento  e  di  integrazione”. È con queste parole che il Presidente confederale, Giorgio Squinzi, ha avviato il suo intervento nell’Assemblea Pubblica di Confindustria Benevento, tenutasi oggi al Teatro De Simone. “Si  tratta  di un fattore determinante – ha continuato Squinzi – sia  per la competitività del paese sia dei territori, specie delle aree più marginali del Mezzogiorno. Le opere pubbliche di cui abbiamo parlato  oggi – l’adeguamento della Statale Telesina, il completamento della Val  Fortore  e  della  Fondo  Valle  Isclero, l’ammodernamento della linea ferroviaria  della  Valle  Caudina  e  la  rete  ferroviaria  Alta Capacità Napoli-Bari – sono  tutti  progetti  noti,  alcuni  dotati anche di cospicui finanziamenti, ma ancora tutti da realizzare. Non è più tempo di discutere.È tempo di fare! Sono in gioco opportunità di sviluppo che non possiamo più perdere: per Benevento, per il Sud, per il Paese”.

È proprio da Benevento, infatti, che gli imprenditori locali chiedono a gran voce che parta quel processo di riscatto che da tempo il Paese invoca.

“La nostra storia ultramillenaria – ha dichiarato Biagio Mataluni, Presidente di Confindustria Benevento – ci ha lasciato tutti gli ingredienti caratteriali per poter cambiare le cose, ma oggi, più che mai, è necessario farlo insieme. Le imprese non possono fare a meno delle istituzioni e della buona politica. Vogliamo che oggi da qui, da questo palco, da questa città, da questa provincia parta un vero cambiamento”. Con questo messaggio il Presidente Mataluni ha avviato i lavori, ricordando che Benevento e la sua provincia contano 283.000 abitanti e circa 35.000 imprese attive, che la pongono all’undicesimo posto nazionale come livello di densità imprenditoriale.

Benevento, nonostante la crisi, è una città virtuosa e lo ha ricordato nel saluto alla platea il Sindaco del capoluogo, Fausto Pepe: “La città in questi anni è cresciuta molto, soprattutto dal punto di vista culturale, con 25 milioni di investimenti nel centro storico. Crediamo che la cultura e la valorizzazione del territorio possano portare risorse e turismo. Sotto l’aspetto ambientale, domani Benevento ritirerà il premio nazionale di Legambiente per la raccolta differenziata, risultando il primo comune capoluogo del Centro-Sud. Stiamo affrontando un periodo di crisi enorme, spaventosa sotto il fronte dell’occupazione. Da qui il mio appello agli imprenditori, alle istituzioni e ai sindacati. Questa crisi non si può affrontare con l’ordinarietà”.

Le imprese della provincia esportano in oltre 100 Paesi. La possibilità di conquistare nuovi mercati è, tuttavia, direttamente correlata ad interventi finalizzati a rendere più competitivi i prodotti del territorio.

Benevento ha infatti perso in 5 anni il 7,6% del PIL e oltre 15.000 posti di lavoro.

Dall’Assemblea pubblica di Confindustria Benevento parte la sfida del territorio.

Occorre avviare importanti investimenti infrastrutturali, già previsti e finanziati per questa provincia, ma bloccati per procedure troppo complesse.

Si potrà così generare quell’elemento di rottura in grado di invertire il trend negativo.

“Il territorio del Sannio – per Ennio Forte Ordinario di economia dei Trasporti e della Logistica, Università degli studi di Napoli – rappresenta un’area strategica a cavallo dei due mari nelle proiezioni verso est nei porti di Bari, Ancona, Ravenna per lo sviluppo delle relazioni in export verso il quadrante nord est ed i paesi interessati, e verso ovest per lo sviluppo dei flussi mediterranei e verso il nord Africa. Per potenziare questo modello trasportistico e logistico è necessario realizzare l’ampliamento della Telesina verso ovest e la nuova linea Alta Capacità-Velocità per Bari. Gli effetti moltiplicativi sembrano notevolissimi per lo sviluppo delle filiere di eccellenza sannite”.

Un campanello d’allarme è stato lanciato da Fabio Bocchiola, Presidente Repower Italia e del CdA di REC, Società che nel Sannio sta portando avanti un progetto importante, da 600 milioni di euro, per la realizzazione di una centrale idroelettrica a pompaggio collegata al bacino di Campolattaro. “Si tratta di un progetto strategico per il sistema elettrico nazionale – ha dichiarato Bocchiola – perché permette di stabilizzare la rete e sostenere così la produzione elettrica da fonti rinnovabili. Il progetto REC è importante anche per l’economia locale: basta citare il cantiere di 5 anni che darà occupazione in media a 300 persone più l’indotto. Oggi questa iniziativa è messa in dubbio dai tempi lunghi e imponderabili dell’iter autorizzativo: quando abbiamo iniziato questo progetto, 6 anni fa, il mercato era completamente diverso. Purtroppo più tempo passa più si riducono le possibilità che la Centrale diventi realtà”.

Ad intervenire anche il Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai Trasporti, Umberto del Basso de Caro: “Se venissero realizzate tutte le opere infrastrutturali in 10 anni, porteremmo nel Sannio 2 miliardi di euro. Dal 1946 ad oggi non sono mai stati spesi tanti soldi qui. Potremmo dare lavoro e far crescere il PIL con numeri a due cifre. Io farò la mia parte con impegno, competenza e passione. Dobbiamo però dare l’esempio, restando tutti uniti per la realizzazione di queste opere. Da qui si misura la coesione dell’intera classe politica del territorio”.

 

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