LE ACLI Benevento aderiscono alla giornata di preghiera

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Condividiamo l’ appello lanciato a tutte le ACLI dal nostro presidente nazionale Gianni Bottalico, che ha affermato: le Acli si sentono coinvolte a confrontarsi con la comprensione dei complessi processi in corso. Per questo condividiamo i toni molto duri dell'appello che il messaggio della Presidenza Cei rivolge all’Europa; “distratta ed indifferente, cieca e muta davanti alle persecuzioni di cui oggi sono vittime centinaia di migliaia di cristiani”. L’Occidente non può continuare a volgere lo sguardo altrove”, chiede opportunamente il messaggio della presidenza Cei. Nello stesso tempo crediamo vada ricordato che se oggi assistiamo ad un autentico Calvario che accomuna i battezzati in Paesi come l'Iraq, ma senza dimenticare la Libia, la Nigeria e le zone della Siria non controllate dal governo di Damasco, questo succede perché l'Occidente si è occupato male di questi Paesi, finendo per favorire nei fatti la disgregazione della statualità e la strategia del caos. . Impedire la realizzazione di un simile progetto – conclude Bottalico – è la sfida politica che fa oggi da presupposto all'attenuazione ed alla cessazione delle persecuzioni del cristiani del mondo.

Per le ACLI di Benevento, dichiara Filiberto Parente, presidente Provinciale, da sempre con la Tavola della Pace di Assisi e la Tavola della Riconciliazione e Pace abbiamo condiviso gli Appelli “MAI PIU GUERRE “! Camminando verso Pietrelcina, per Noi, associazioni di Terzo Settore, diventa PROFETICO l'auspicio formulato da papa Francesco all'Angelus del 27 luglio scorso, che “non si ripetano gli sbagli del passato, ma si tengano presenti le lezioni della storia, facendo sempre prevalere le ragioni della pace mediante un dialogo paziente e coraggioso. Oggi, più di ieri, continua Parente- vogliamo coniugare in diversi campi di impegno queste illuminanti parole. La fraternità rende infatti possibile pensare a un bene comune per tutti gli uomini e cioè pensare all’umanità intera anche in termini politici, economici e culturali. Siamo chiamati a promuovere responsabilmente una autentica cultura dell’accoglienza che sappia apprezzare i valori umani e culturali degli altri”. Una fraternità “autenticamente laica e proprio per questo universale” che “non è cifra confessionale, né fattore di sacralizzazione. Essa rende possibile la coesistenza di unità e diversità, sia in riferimento alle religioni che ai generi e alle generazioni. La fraternità è un’opportunità per rifondare sia la democrazia che l’economia, grazie al suo potere di ri-equilibrare le risorse creative che esistono all’interno di ogni realtà. La fraternità può diventare un antidoto sia nei confronti del centralismo istituzionale, sia nei confronti della disgregazione delle istituzioni politiche, trovando nella sussidiarietà un sano principio di equilibrio. Auspichiamo, conclude il presidente Parente- anche grazie alla Preghiera sia resa effettiva, in nome della fraternità ogni religione può liberarsi dal pericolo fondamentalista, ogni nazione può evitare decisioni unilateraliste e ogni sistema economico resistere alla tendenza colonizzatrice.

 

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