Interruzione delle relazioni sindacali con la Direzione della Casa Circondariale di Benevento

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La ratio di tale modus procedendi da parte delle OO.SS  è da rinvenire nella gestione unilaterale ed illegittima posta in essere dall’amministrazione direzionale della Casa Circondariale di Benevento, che ha arbitrariamente adottato e resi esecutivi atti, baipassando la concertazione e la contrattazione che secundum legem è obbligatoria con le parti Sindacali..
In particolare, le OO.SS. intendono palesare all’attento lettore eventi e fatti, che hanno generato quanto sopra specificato:
Reiterati ritardi nel riscontro di note sindacali e palesi incongruenze nella gestione di atti amministrativi che riguardano il Personale di Polizia  Penitenziaria.
Ingiustificata reticenza per la richiesta inerente la visione e la copia di atti amministrativi legittimamente posti dalle OO.SS. scriventi.
Persistente atteggiamento di chiusura contrattuale tenuto dalla Direzione nei rapporti con le Parti Sindacali, superando in alcuni casi il limite della legalità verso determinati rappresentanti sindacali.
Il denunciato squilibrio tra le esigenze di sicurezza che devono imperare per gli operatori della Polizia Penitenziaria e l’aumento di corsi previsti per la popolazione detenuta, che progressivi e programmati diventano inversamente proporzionali alle unità operative inserite in turni di servizio estenuanti, attesa la coincidenza del periodo feriale estivo; conseguenza di tale stato di fatti è l’ulteriore prolungamento delle attività anche durante gli orari pomeridiani, con un aumento esponenziale  dei carichi di lavoro per il Personale (1 agente impiegato in più posti di servizio sprovvisti  di unità operative, benché previste ; 1-2  agenti destinati  per la sorveglianza ed a garanzia della scurezza di chi opera  durante lo svolgimento  dei corsi trattamentali  previsti per i  detenuti ) in un periodo in cui gli eventi critici subiscono notoriamente un evidente incremento.
Per l’effetto un intollerante aumento dei carichi di lavoro, sopportato dal Personale di Polizia Penitenziaria, scaturente dalla movimentazione di detenuti che hanno accesso ai corsi ( molti dei quali ad Alta Sicurezza) e dai controlli quotidiani dovuti da effettuare al personale civile e sulle attrezzature, portate in istituto per lo svolgimento dei predetti corsi trattamentali.
Pattuizione di accordi fittizi  tra la Direzione e i coordinatori  di alcune aree di servizio, finalizzata alla gestione del Personale da "dedicare" allo svolgimento dei precitati corsi trattamentali in turni di servizio organizzati, privando in tal guisa l’Ufficio Servizi Centrale della sua funzione e competenza primaria e delegittimando la figura delle OO.SS., in quanto non opportunamente informate.
Mancata applicazione degli standard minimi di sicurezza per l’incolumità della Polizia Penitenziaria durante le attività trattamentali, diventate “onerose” e private della loro intrinseca finalità “riabilitativa”, atteso che la partecipazione o meno ad esse da parte della popolazione detenuta pare sia oramai subordinata  all'ottenimento o meno di nuovi ed ulteriori "benefici".
Mancata programmazione del lavoro nonché del piano ferie, nonostante in sede di contrattazione in data 20 maggio c.a. se ne garantiva il normale adempimento, senza il ricorso al mutuo soccorso da parte delle cariche speciali, ma aumentando sic et simpliciter, i carchi di lavoro del personale impiegato nelle sezioni detentive.

Completa inosservanza del contenuto, di cui alla lettera Circolare nr GDAP-0193424-2014, che esplicita la presenza di un solo Funzionario nell’arco dell’intera giornata lavorativa, mentre fattivamente durante le ore antimeridiane si verifica una concentrazione di più Funzionari nello stesso posto di servizio, con conseguente e anomala corresponsione di retribuzione per lavoro straordinario agli stessi; di conseguenza nella fase lavorativa pomeridiana, le mansioni superiori e le responsabilità che ne derivano,vengono affidate a personale di Polizia Penitenziaria non equiparato al grado corrispondente.
Scarsa attenzione alle esigenze fisiche del Personale di Polizia Penitenziaria, privato totalmente delle  macchine e attrezzature ginniche (da anni in dotazione alla palestra Agenti), che la Direzione ha oltretutto destinato in modo autorevole ed arbitrario ad "altri fruitori".

Totale carenza dell’operatività del Servizio Prevenzione e Protezione ed assenza dei corsi di aggiornamento obbligatori per i suoi  membri (ASPP – RSPP), nonché mancata conoscenza del  DVR (Documento di Valutazione dei Rischi ) tenuto opportunamente secretato, mancanza all'interno dei vari turni di Personale addetto al servizio antincendio e dei piani di evacuazione previsti dalla legge in caso di emergenza.
Mancata preparazione ed addestramento del Personale nell'affrontare eventi particolarmente critici quali terremoti,incendi ecc.)
 Labile informazione su possibili focolai di patologie potenzialmente contagiose e mancanza di opportuni mezzi di prevenzione e protezione.
 Incompleta osservanza delle norme che regolano il divieto del fumo in tutti i posti servizio.
 Scarsa attenzione al rafforzamento dei sistemi di sicurezza esterni al perimetro dell’istituto, tenuto conto della non inidoneità strutturale del luogo dove si svolge tale servizio. 
Per tali motivazioni, dopo anni di inutili tentativi volti a costruire un dialogo sereno e proficuo, le precitate OO.SS sono costrette a proclamare, a far data da oggi, lo stato di agitazione congiunto, con riserva di intraprendere qualunque azione o forma di protesta pacifica ritenuta opportuna, per la tutela dei lavoratori e delle prerogative sindacali,  non ultima la richiesta di avvicendamento dell'attuale dirigenza, al fine di evitare la completa delegittimazione della Polizia Penitenziaria in ogni ordine e grado, nel suo ruolo istituzionale conferito dalle leggi dello Stato Italiano.
In considerazione dell'attuale periodo di ferie estive, per non arrecare ulteriore nocumento al servizio, le scriventi OO.SS. si impegnano responsabilmente a rinviare le annunciate forme di protesta, al termine di tale periodo, limitandosi alla sola astensione volontaria dalla M.O.S. (mensa obbligatoria di servizio).
 

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