Casa Circondariale di Benevento: Rissa tra detenuti A.S. (Alta Sicurezza).

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Questa volta, l'ennesimo evento critico ha riguardato lo scontro, in un crescendo di turpe violenza, tra due distinti gruppi di detenuti, uno composto da ristretti di origine calabrese, l'altro da napoletani, entrambi sottoposti al regime di Alta Sicurezza con reati di associazione a delinquere .

Tali reiterati momenti di elevata tensione potrebbero essere, con ovvia probabilità, la conseguenza di una controversia relativa a contese interne al contesto penitenziario beneventano, da sempre questioni rischiose e delicate per le loro possibili e immaginabili ripercussioni sul territorio.

Da un iniziale acceso diverbio, contenuto grazie all'intervento del personale di Polizia Penitenziaria, i detenuti, poco dopo, sono passati alle vie di fatto affrontandosi in una violenta colluttazione, il cui bilancio è stato di 7 feriti non gravi, immediatamente soccorsi e curati dal Personale Sanitario dell'Istituto.

"Solo l'alta professionalità e la tempestività dell'intervento dei pochi Agenti presenti – dichiarano le organizzazioni sindacali CGIL , SiNAPPe UGL e UIL – ha evitato epiloghi ben piu' seri".

"Appena 24 ore orsono, avevamo segnalato sia la carente percezione ed osservanza degli standard minimi di sicurezza sia l'evidente assenza di equilibrio tra necessarie esigenze di sicurezza dell'Istituto penitenziario beneventano e il permanente e imposto aumento di attività trattamentali onerose e dal dubbio valore riabilitativo, a favore dei detenuti da parte della dirigenza, anche nel periodo concomitante con le ferie estive del personale, non tenendo conto, secondo una prassi negativa e antiprofessionale, ormai cronica e più volte criticata, della riduzione della forza lavoro di quest'ultimo".

"Tali attività, dipendenti da accordi fittizi con i coordinatori di alcune unità operative per la gestione del Personale da "indirizzare opportunamente" verso lo spasmodico aumento di tali attività trattamentali, sottraggono ineliminabili risorse del personale al controllo del restante contesto, costituito e condiviso da Operatori e detenuti, da lungo tempo ormai, troppo bisognosi dell'attento ascolto e della comprensione dei reali aspetti controversi dell'Istituto, da chi potrebbe e dovrebbe in maniera piu' competente, regolare, adeguata e globale, concretamente e repentinamente risolverli".

"In ultimo – concludono i Sindacati – alla luce dei recenti eventi e di quanto già ampiamente evidenziato in passato, a tutela della sicurezza dell'intera struttura, degli Operatori e utenti, nonchè ai fini del rispetto delle imprescindibili prerogative sindacali per nulla considerate o sminuite dalla direzione, non possiamo far altro che ribadire, con piu' forza, l'attuale stato di agitazione e con obbiettiva fermezza, l'urgenza di un immediato ed irrevocabile avvicendamento al vertice della dirigenza".

 

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