Tornado caduti, trovati altri due corpi. Sarebbero Franzese e Mariangela Valentini

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Il corpo del capitano pilota Valentini era l'ultimo a mancare all'appello tra i quattro militari dispersi dopo lo scontro in volo dei due caccia. In giornata le squadre del Soccorso Alpino avevano nell'area i resti di un terzo corpo maschile, dopo i due rinvenuti mercoledì nella valle a fianco, nei pressi di Tronzano.

E anche se non c'è l'identificazione ufficiale (per la quale sarà necessario l'esame del Dna) è praticamente certo che la salma sfigurata dall'esplosione, recuperata con un verricello da un elicottero dell'Aeronautica e portata all'obitorio di Ascoli Piceno, è del capitano navigatore Paolo Piero Franzese.

Franzese faceva parte dello stesso equipaggio di Mariangela Valentini, i cui resti sarebbero invece stati individuati in tarda serata a Poggio Anzù, vicino o all'interno della carlinga di uno dei due aerei precipitati. Ci sarebbe anche un seggiolino armato, per disinnescare il quale bisognerà attendere l'intervento degli artificieri, previsto per sabato. Nel pomeriggio, poco lontano, era stato ritrovato il casco della pilota.

Il capitano pilota Alessandro Dotto e il capitano navigatore Giuseppe Palminteri formavano invece l'equipaggio dell'altro velivolo e per questo sono stati trovati nella stessa area, a 800 metri di distanza l'uno dall'altro. Nessuna traccia invece, al momento, della seconda scatola nera. Scatole nere, ma anche testimonianze, rottami, tracciati radar, dialoghi radio sono considerati indispensabili per capire che cosa sia successo. Un errore umano o un'avaria, oppure tutte e due le cose insieme, appaiono al momento le ipotesi più probabili, anche per via della mancanza di dati tecnici.

Ma l'Aeronautica non esclude "nessuna opzione", compresi un problema tecnico, l'impatto con un volatile o il malore di un pilota, mentre è stata informalmente smentita dagli inquirenti, in attesa di aprire la scatola nera, la voce circolata in città di un errore di manovra o un'avaria del velivolo guidato dal pilota donna.

La Procura di Ascoli Piceno intanto ha inviato i carabinieri alla base militare di Ghedi (Brescia) per acquisire la testimonianza del col. Andrea Di Pietro, il comandante del Sesto stormo dell'Aeronautica militare, di cui facevano parte i quattro piloti morti. I militari hanno anche sequestrato i piani di volo e tutti i documenti sui due aerei, compresi i libretti di manutenzione.

Moltissimi i punti da chiarire, pochi quelli certi, anzi, forse, solo uno: i due velivoli, impegnati in missioni diverse, con compiti diversi, non dovevano essere nella zona dello scontro "contemporaneamente – spiegano fonti dell'Aeronautica – alla stessa quota e allo stesso orario.

fonte tgcom    www.tgcom24.mediaset.it

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