Quando le critiche sono inutili, il vero Benevento deve ancora venire fuori. I risultati danno ragione a Brini

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 Una vittoria e un pareggio nelle prime due giornate di campionato, quest’ultimo, poi, maturato contro un Catanzaro che quest’anno dirà sicuramente la sua, più della scorsa stagione. Non male, insomma, la partenza del Benevento, principale candidata alla promozione in Serie B. Anche nel campionato 2014/2015 toccherà portare sulle spalle la responsabilità di centrare l’obiettivo. Eppure, nonostante i primi due risultati che vedono i giallorossi condividere la vetta, in attesa delle altre squadre, insieme al Catanzaro e al Lamezia, c’è del malcontento tra i tifosi sanniti. Critiche stupide quando inutili. Non si può avere la pretesa di vedere un Benevento brillantissimo sin dalla prima giornata. Il campionato è lungo, ben 38 giornate, 36 se escludiamo quelle già giocate. Ci sarà da soffrire, perchè nessuna squadra al mondo, nè tantomeno in Lega Pro, può sostenere certi ritmi. Si punta il dito contro la condizione fisica o la poca lucidità sotto rete, si prentede il massimo, ma nessuno capisce che siamo ancora all’inizio. Serve tempo. Il Benevento, poi, è nelle mani di Fabio Brini e non dell’ultimo arrivato. Il suo curriculum parla chiaro, è una garanzia e c’è tutto il dovere di credere in lui. Ad oggi i risultati gli danno ragione e la sua panchina può ritenersi più che salda e solida, altro che dubbi o messe in discussione. Lo staff tecnico del marchigiano ha optato per una preparazione atletica molto intensa, in modo da essere duratura per tutto il campionato e non avere sbalzi fisici o cali in momenti cruciali. Tutto normale e nella norma la condizione fisica precaria e poco sufficiente del Benevento, così come le manovre di gioco. Capitolo modulo, anche se ne abbiamo già parlato in un articolo precedente. Non si vedrà più il 4-2-3-1, considerando che manca il trequartista. Prima bisognava accontentare i famosi mal di pancia di Mancosu, ma ora non più. Venerdì sera, contro il Catanzaro, il modulo schierato in campo era il 4-4-2 con Alfageme e Melara sugli esterni, ma pronti a variare in un 4-2-4 più offensivo, e Campagnacci, seconda punta, a sostegno del centrale Marotta. Nessun trequartista. Si eviti, quindi, di creare allarmismi perchè il vero Benevento deve ancora venire fuori. Di certo non lo vedremo adesso, tempo al tempo. 
 
Christian Schipani
 

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