Claudio Ricci: “Dall\’altra parte solo un\’armata Brancaleone che ha messo d’accordo il diavolo e l’acqua santa”

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 A prendere subito la parola Prisco Licciardi, assessore ai Lavori pubblici di Calvi e segretario del circolo Pd locale: “Voglio esprimere pubblicamente il nostro compiacimento per la scelta condivisa da tutti – ha detto Licciardi -. Al sindaco Ricci vanno riconosciuti sensibilità e capacità di ascolto. Noi dirigenti e militanti del Pd, noi amministratori – ha aggiunto – ogni giorno affrontiamo sfide difficili. Sappiamo perciò che alla guida anche di questa nuova Provincia c’è bisogno di una figura autorevole, di una persona solida che sappia dare risposte”. “Il nostro voto al Comune di Calvi – ha affermato invece con nettezza il sindaco Armando Rocco – sarà per Claudio Ricci. E’ un ottimo sindaco e un uomo del fare. Questa è un’elezione di secondo livello, ma ci deve comunque appassionare perché in ballo ci sono i destini delle nostre comunità. Non saremo il pubblico pagante, ma gli attori protagonisti di un nuovo corso e Claudio con il suo entusiasmo ci sta dimostrando tutto il senso alto di una battaglia per il territorio”. Il sindaco di Calvi, che fa da padrone di casa nella sala del Municipio, si mostra sicuro che “questa non è una battaglia, è già una vittoria“.

Gli stessi toni di entusiasmo per il candidato presidente arrivano dal giovane sindaco di San Nazzaro, per il quale a contare è anche l’appartenenza territoriale: “Ricci è uno di noi, veniamo dalla stessa terra, c’è perciò un’innata empatia. Ma questa nuova fase va vissuta andando oltre i propri campanili, ed è questa una sfida che siamo pronti ad affrontare insieme. Ricci – ha esclamato – hai tutto il nostro sostegno”. Presente al tavolo anche Fabrizio D'Orta sindaco di Sant’Angelo a Cupolo nonché candidato a consigliere provinciale nella lista 'Il Sannio cambia Verso' a sostegno naturalmente di Claudio Ricci: “Mi piace lo spirito con cui nasce questo incontro, in modo quasi spontaneo e soprattutto noto tanta voglia di fare – ha dichiarato D'Orta -. Ricci e il Pd hanno saputo garantire equilibrio territoriale, il che vuol dire che anche l’impegno che verrà avrà esattamente questa spinta propulsiva”.

Non poteva mancare alla prima uscita pubblica di Ricci, dopo la presentazione delle liste, il segretario provinciale del PD sannita Mino Mortaruolo il quale ha subito esclamato: “Intorno a Claudio Ricci c'è un sostegno molto ampio. Il 12 ottobre ci saranno due schede – ha spiegato il segretario Mortaruolo -, su una si potrà votare il candidato presidente, sull’altra si potrà esprimere la preferenza per il consigliere candidato”. Il numero uno del Pd del Sannio evidenzia l’importanza di una scelta: “Ogni giorno che passa mi convinco che con Claudio siamo in ottime mani. Il futuro di questa provincia è sulle spalle larghissime di questo candidato presidente e della sua squadra. Il Pd ha dimostrato anche questa volta la capacità di saper fare le scelte giuste nell’interesse della comunità“. Perché ha sottolineato Mortaruolo “noi, a differenza di altri, ci siamo detti: non vogliamo una Provincia che serva a qualcuno, ma che serva a qualcosa”. Ha concluso: “Il movimento dei sindaci? Non esiste, fumo negli occhi: figuriamoci, in quella lista, spacciata per tale, ci sono soltanto tre sindaci”.

E a concludere il candidato presidente, Claudio Ricci: “Sono commosso – ha ammesso Ricci – dalla fiducia, dalle pacche sulla spalla, dal ‘tifo’ organizzato e non, che sto riscontrando. Stiamo per affrontare una grande sfida. E noi dobbiamo volare alto, superando campanilismi, localismi più o meno interessati, e se possibile anche gli schieramenti…sempre con grande senso di responsabilità”. Ricci poi non glissa sulle difficoltà di una riforma ai nastri di partenza, a partire dal sistema elettorale dove in Italia, il voto di secondo livello si esprime solo con il presidente della Repubblica”. E poi l’atipicità legata alla prospettiva: “So che c’è un processo di riforma costituzionale in atto e che porterà all’abolizione delle province, ma quanto può durare, per adesso, non lo sa nessuno e noi governeremo l’esistente”. E su questo punto, Ricci va all’attacco dei “Soloni” che scrivono fiumi di parole “su fogli clandestini”: “A questi Soloni dei miei stivali vorrei dire che non saremo noi quelli che dichiareremo una moratoria dei problemi del Sannio. Noi non congeleremo né le domande di trasformazione né le soluzioni. Sono pronto a prodigarmi, insieme a tutta la mia squadra, per spingere lo sviluppo; staremo dalla parte di chi non lascia soli gli imprenditori, gli amministratori, le associazioni e lo organizzazioni di categoria che hanno bisogno di sostegno. La prima cosa che farò da presidente, – ha annunciato – sarà un vertice con tutti gli attori dello sviluppo locale: perché noi abbiamo le leve del cambiamento tra le nostre mani, ma spesso non sappiamo usarle”. Per Ricci occorre puntare su eno-gastronomia, turismo religioso e no, su quello termale, sui prodotti d’eccellenza made in Sannio: “E’ da qui che bisogna ripartire. E’ su questi temi – ha spiegato Ricci – che avrei voluto confrontarmi con i nostri avversari. E invece hanno finora solo prodotto becere provocazioni. Anche Nista è rimasto concentrato sul Pd e ha detto di essersi candidato per impedire un’occupazione del potere da parte del Pd. Vorrei ricordare che è stato lui a lasciare il Pd perché non riusciva più a soddisfare la sua personale sete di potere. Noi siamo rimasti dove eravamo, i traditori sono sempre quelli che vanno via”.

Ricci ha ricordato poi di essere stato scelto da una direzione di 40 persone tra cui 30 sindaci, “ho fatto una campagna di ascolto nei territori per comporre le liste in modo partecipato. Abbiamo messo in campo, insieme al segretario provinciale, una formazione di amministratori rappresentativi di ogni area territoriali in cui ci sono tanti sindaci. Dall’altra parte è regnato il caos: hanno annunciato un movimento dei sindaci che, oggi che abbiamo davanti agli occhi le liste, si è rivelato solo una grande bluff. Hanno solo pensato di mettere in piedi un’operazione politica contro il Pd, ignorando che la politica con la maiuscola non si fa con i risentimenti, ma semmai con i sentimenti. Il loro rancore invincibile non li porterà lontano. Mentre in una prima fase si presentava come l’anti-sistema, l’anti-partitocratico, – ha continuato Claudio Ricci – si sono dovuti alla fine piegare alla ‘forza’ dei partiti; nella notte hanno dovuto scoprire che non avevano neppure le firme per la candidatura e così hanno dovuto chiedere alle segreterie dei vari partiti di centrodestra, che lo sostengono, le firme necessarie per la candidatura a presidente. E ora appaiono – ha concluso Ricci – solo come una improvvisata armata Brancaleone che ha messo d’accordo il diavolo e l’acqua santa”.

 

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