Progetto O.L.TRE. “Orientamento al Lavoro Tramite il Reinserimento”

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Da qui l’urgenza di una nuova normativa e nuovi provvedimenti nella gestione delle carceri e nella funzione riabilitativa degli Istituti penitenziari. Del resto, l’istituzione dell’OIS (Osservatorio dell’Inclusione Sociale) e il programma PRO.P., sostengono la necessità di interventi innovativi di riabilitazione e di accompagnamento al lavoro della popolazione detenuta, per il corrente anno 2014.

A tal proposito il progetto O.L.T.R.E. ha voluto valorizzare le strategie già adottate da Isfol in questi ambiti, per avviare una sperimentazione di interventi di orientamento e reinserimento sociale e lavorativo di alcuni detenuti degli Istituti penitenziari di Ariano Irpino e di Larino, e per costruire una rete territoriale di soggetti pubblici e privati interessati a facilitare tale reinserimento. A tale riguardo la sperimentazione è stata finalizzata alla ricostruzione di un processo di identità personale e professionale dei singoli detenuti, nonché alla ridefinizione e alla costruzione di specifici strumenti di orientamento al mercato del lavoro.

In particolare, mediante la realizzazione del progetto ci si è proposti di raggiungere i seguenti obiettivi:

diffondere la conoscenza dei fenomeni di esclusione sociale e di emarginazione della popolazione carceraria, valorizzando le esperienze positive, già sperimentate in Italia e in Europa;

individuare le norme e le buone pratiche di inserimento socio-lavorativo dei detenuti sperimentate al livello nazionale ed europeo, privilegiando le esperienze più innovative;

favorire la crescita di una cultura dell’inclusione sociale e della legalità, per ridare senso e dignità alla propria vita, nonostante la sperimentata condizione di privazione della libertà;

promuovere tra i detenuti che si avviano ad essere scarcerati la cultura della sicurezza (intesa come elemento di salvaguardia del benessere fisico, psicologico e sociale di se stessi e degli altri) e del lavoro (inteso come strumento principale per l’emancipazione e la creazione di benessere per se e per la comunità;

favorire il contrasto dei fenomeni di discriminazione e di emarginazione tra i cittadini prossimi alla scarcerazione, scongiurando fenomeni di irregolarità o criminalità;

favorire un percorso di ri-socializzazione e sviluppo delle competenze relazionali tra i soggetti in stato di detenzione, creando condizioni favorevoli al loro riposizionamento sul mercato del lavoro nazionale;

Promuovere processi di animazione, sensibilizzazione e condivisione con gli attori sociali e gli stakeholder territoriali, interessati ai fenomeni dell’esclusione sociale e/o coinvolti nei programmi di inserimento lavorativo dei soggetti vulnerabili;

progettare e realizzare uno specifico percorso di orientamento integrato (orientamento-formazione- counselling) per facilitare nei destinatari l'assunzione di un ruolo attivo a conclusione della pena detentiva, fornendo anche un kit di strumenti conoscitivi che li supporti in tal senso.

Si è trattato dunque di proseguire nella strada già intrapresa da ISFOL e promuovere processi di ricerca-intervento, con una forte connotazione sperimentale che consentissero di definire e sperimentare un modello innovativo di orientamento e di empowerment della popolazione carceraria, replicabile anche in altri contesti.

Il progetto ha avuto inizio ad aprile per concludersi ad ottobre, e si è rivolto ad una popolazione pilota individuata nelle Case di Reclusione di Ariano Irpino e Larino inizialmente costituita da 20 detenuti la quale, per via del così detto 'Decreto svuota carceri', è stata integrata da ulteriori 16 detenuti dei medesimi istituti penitenziari.

Durante il progetto O.L.T.R.E. sono state realizzate tre macro-attività:

una ricerca suddivisa in indagine desk e field: la prima finalizzata all'analisi della legislazione di riferimento e delle misure di reinserimento lavorativo dei detenuti, in Italia e in Europa, con l'individuazione di alcune best practices e delle competenze delle figure professionali che si occupano dell'orientamento dei detenuti; la seconda finalizzata ad individuare le criticità e le opportunità legate all’inserimento di ex-detenuti presso alcune imprese italiane;

sensibilizzazione degli attori sociali e degli stakeholder territoriali interessati ai fenomeni dell’esclusione sociale, mediante la realizzazione di alcuni incontri ed un seminario di animazione locale che ha consentito di condividere con i soggetti suddetti quanto realizzato durante il progetto;

la sperimentazione di percorsi di orientamento e reinserimento socio-lavorativo in cui sono stati coinvolti complessivamente 36 detenuti presenti nell’Istituto di Larino (Molise) e in quello di Ariano Irpino (Campania); durante la sperimentazione sono stati sviluppati strumenti testati nei percorsi di orientamento, ed il Kit per la ricerca del lavoro consegnato ai detenuti.

Focus sulla sperimentazione

L’orientamento dei detenuti è stato preceduto dalla fase di selezione dei partecipanti al progetto, durante la quale sono stati selezionati i detenuti in condizione di fine pena e in possesso dei seguenti requisiti: nazionalità Italiana; non avere superato i quattro anni di detenzione; non essere stati sottoposti a misure disciplinari nei sei mesi precedenti alla selezione.

All'inizio del progetto il campione dei soggetti che avrebbero preso parte alla sperimentazione comprendeva 10 detenuti nel carcere di Larino (gruppo 1) ed altrettanti nel carcere di Ariano (gruppo 1). In seguito al c.d. “Decreto svuota carceri” ci si è però trovati di fronte alla drastica riduzione del campione inizialmente identificato, e si è dovuto selezionare un secondo campione di soggetti partecipanti alla sperimentazione composto da 10 detenuti nel carcere di Larino e 6 detenuti nell'Istituto di Ariano Irpino. Il fatto che la numerosità del campione iniziale sia costantemente diminuita, con gli effetti del decreto suddetto, ha costituito la maggiore difficoltà da affrontare per la realizzazione del progetto O.L.TRE.

Durante la successiva fase orientativa, i detenuti hanno effettuato tre colloqui individuali, della durata di un’ora ciascuno finalizzati all’analisi e valorizzazione delle risorse dei detenuti.

In seguito ai colloqui individuali, è stato effettuato un incontro di orientamento di gruppo in collaborazione con gli orientatori dei Centri per l’Impiego (CPI) di Termoli e di Ariano Irpino, finalizzato all'analisi del mercato del lavoro, dei settori e delle professioni che è possibile svolgere nel territorio di riferimento, e per definire meglio il progetto professionale dei singoli detenuti, preparandoli alla ricerca attiva del lavoro.

L'orientamento di gruppo ha costituito anche l'occasione per consegnare ai detenuti il “KIT per la ricerca del lavoro”, una guida per facilitare la ricerca del lavoro scritta in un linguaggio estremamente semplice, per favorire la piena comprensione delle informazioni in esso contenute da parte dei detenuti, e di conseguenza per incentivarne l'uso. Il kit contiene una copia del cv formato europeo da poter compilare, oltre ad informazioni relative ai servizi presenti nel territorio quali: l'Elenco degli enti di formazione accreditati dalla regione Campania e Molise, l'Elenco delle principali agenzie di lavoro interinale presenti nelle suddette regioni. Durante l'incontro sono inoltre state distribuite le Carte dei servizi dei CPI di Ariano e di Termoli.

In seguito sono stati effettuati quattro incontri di gruppo in ciascun Istituto penitenziario, della durata di due ore, per una durata complessiva di otto ore, grazie ai quali è stato possibile accompagnare i detenuti in un’analisi dei propri vissuti, delle proprie emozioni e timori, legati alle difficoltà che avrebbero potuto incontrare, nel momento in cui, usciti dal carcere, si sarebbero reinseriti nella vita sociale e lavorativa. I detenuti sono stati aiutati a “tirare fuori” le emozioni negative e, attraverso la “ristrutturazione cognitiva”, si è cercato di favorire il passaggio da un atteggiamento rinunciatario e perdente, alla definizione di un nuovo progetto di vita, consapevoli del fatto che la condivisione dei timori e delle difficoltà, unite al processo di ridefinizione cognitiva, attribuisce potere al sé e sviluppa energia positiva.

In altre parole si è voluto creare uno spazio collettivo in cui poter riflettere sulle potenzialità, sui punti di forza e sulle aree di miglioramento di ogni singolo detenuto, in modo da supportarlo emotivamente, una volta uscito dal carcere, nel percorso di reinserimento sociale.

Il processo di accompagnamento alla fuoriuscita dall’Istituto penitenziario ha previsto una parte di formazione, in cui si è voluto trasmettere ai detenuti conoscenze e metodologie, funzionali all’elaborazione e alla valutazione di un proprio progetto di vita, di un nuovo progetto professionale e di un’eventuale idea d’impresa.

Pertanto, si è ritenuto importante offrire ai detenuti, da una parte, una formazione sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, per dare loro una certificazione utile all’inserimento lavorativo (una certificazione che, senz’altro, rappresenterebbe anche un risparmio per l’azienda che volesse assumerli, in quanto l’azienda non dovrebbe fornire loro la formazione obbligatoria), dall’altra, la possibilità per gli ex detenuti di avviare una propria attività imprenditoriale, analizzando le opportunità e i vincoli imposti dalle diverse norme legislative.

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