Trivellazioni: Appello di Sandra Lonardo ai sindaci del Sannio e dell’Irpinia

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 Lo ‘Sblocca Italia’ si spinge oltre ed espropria di ogni potere di veto persino la Regione. Tant’è che le viene negata l’unica possibilità di opporsi alle trivellazioni, attraverso il rifiuto della firma dell’intesa col Mise, così come stabilisce la legge 239/2004. In pratica, lo ‘Sblocca Italia’, vicino alla conversione in legge, finisce con l’escludere tutte le Istituzioni locali dai processi decisionali in merito ad azioni che hanno immediate ricadute sulla salute e sull’ambiente. Siamo, dunque, di fronte ad una scelta del governo centrale  davvero censurabile, per non dire allarmante.
Non entro nel merito della pericolosità (ed inutilità) delle attività di trivellazione, anche perché si tratta di tema ampiamente discusso e di cui c’è piena consapevolezza.
Personalmente, a maggior ragione dopo aver ascoltato le ragioni di tanti amministratori locali, dei rappresentanti del mondo scientifico e dei Comitati spontanei di cittadini, sorti un po’ ovunque, ritengo doveroso sostenere ogni iniziativa, politica e giuridico-istituzionale, che, nel rispetto delle regole, possa contribuire ad arginare quella che si delinea come una deriva antidemocratica, a danno soprattutto delle aree interne della nostra regione, e non solo.
Mi rifaccio anche alle decisioni assunte nell’incontro che si è svolto giorni fa a Morcone e Vi esorto ad adottare un atto deliberativo nel quale si chiede esplicitamente al presidente Stefano Caldoro di impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto ‘Sblocca Italia’.
Ritengo sia importante che ogni Comune, ogni Giunta e Consiglio comunale direttamente interessato si pronunci e prenda decisamente posizione. Mi permetto di allegare, a titolo esemplificativo, l’atto deliberativo del Comune di Morcone.
 

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