Occupati gli Uffici del Centro Provinciale per l\’impiego

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Abbiamo invaso con i nostri corpi il centro e fatto controinformazione con striscioni e volantini e parlato con quei pochi che oramai si rivolgono a questi uffici.
Ci siamo trovati di fronte un luogo vuoto, un’immagine fortemente simbolica dello stato in cui versa il lavoro in italia: deserto di utenti, ben consapevoli che il poco, e a pessime condizioni, lavoro, si trova attraverso ben altri canali.
Un lavoro sempre più lontano, sempre più precario, sempre più stretto nella logica del ricatto. Un lavoro che è sempre più sinonimo di sfruttamento, con paghe orarie da fame ed il ricatto dell’outsourcing, dell’esternalizzazione. E mentre una vasta area di popolazione non ha più nessuna certezza e nessun orizzonte a cui guardare, chi fino ad ora ha speculato, forte di leggi che gli hanno consentito di tradurre il lavoro in ricatto occupazionale, incassa l’ennesimo risultato con l’approvazione definitiva, che avverrà a breve, del jobs act, fiore all'occhiello dell'estremismo neoliberista del governo renzi.
Punto di arrivo di una politica tenacemente perseguita nell'ultimo ventennio dalla classe dominante, con la complicità dei sindacati della 'concertazione'; nascosta da una definizione/acronimo, copiata da una proposta di legge del presidente usa obama, che rimanda ai falsi miti del defunto fondatore di apple, notorio sfruttatore di lavoratori nel cd terzo mondo, e dell'impresa individuale, l'ultima riforma del lavoro targata pd- forza italia – confidustria condanna di fatto le lavoratrici ed i lavoratori ad una condizione di miseria e precarietà indefinite.
Nulla di nuovo, se non l’aver ceduto definitivamente e con profonda convinzione, da parte di questi governanti che non rappresentano più in nessun modo la società reale, alle politiche neoliberiste e della cosiddetta “austerity espansiva” dettate dalla tecnocrazia finanziaria. Continuare nella riduzione degli spazi, dei diritti, quindi della vita delle persone, nel nome di un’altra flessibilità, quella sì fredda, di qualche decimale, di qualche più o meno zero virgola qualcosa, dei numeri che interessano i burocrati europei.
Noi non ci stiamo. Non accetteremo mai condizioni che, sopratutto in condizioni come quelle delle nostre zone, di fatto riducono lavoratrici e lavoratori in condizioni di servitù, asserviti senza più neanche diritto di parola al profitto dei padroni. Chi ci vuole precari, sappia che saremo inflessibili. 
Centro Sociale Autogestito Depistaggio
 

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