Mafia ed estorsioni, 8 arresti sull\’asse Italia-Usa: in manette anche Ciccio l\’Americano

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Il numero tre della potente famiglia mafiosa Gambino degli Stati Uniti, Francesco Palmeri detto Ciccio l'Americano, è stato arrestato questa mattina a New York, insieme ad altre sette italiani. L'indagine della procura di Potenza, condotta dagli uomini del Servizio centrale operativo della polizia, ruota attorno alla tentata estorsione da un milione di euro ai danni di Lorenzo Marsilio, amministratore lucano della Sudelettra spa. La singolarità dell'operazione, che si muove sullo sfondo di quel sodalizio tra pezzi di 'ndrangheta e la mafia newyorkese scoperto un anno fa dall'operazione "New Bridge" dello Sco e dell'Fbi (26 persone in carcere per traffico internazionale di droga), sta proprio nei ripetuti viaggi di un boss della caratura di Ciccio l'Americano a Matera. Missioni che avevano come obiettivo l'intimidazione dell'imprenditore italiano. È una storia che si snoda tra l'America e l'Italia, questa. E che comincia 30 anni fa, a New York quando Lorenzo Marsilio in un momento di difficoltà economica della sua impresa di prodotti chimici chiese al suo compaesano che si era trasferito a Brooklin, Giovanni "Johnny" Grillo (personaggio chiave dell'inchiesta, preso dalla polizia a Malpensa mentre stava per imbarcarsi con un biglietto di sola andata per gli Stati Uniti), un prestito di 400 milioni di lire. "Prestito evidentemente troppo oneroso per Grillo – si legge nell'ordinanza di custodia cautelare – che infatti secondo il racconto di Marsilio si rivolgeva a Roberto Pannunzi per avere 120 milioni, effettivamente elargiti". Non un personaggio qualunque, Pannunzi. Calabrese, classe 1948, ex dipendente di Alitalia, è stato arrestato il 6 luglio 2013 a Bogotà per traffico internazionale di stupefacenti: detto "Bé bé", è considerato il Pablo Escobar italiano, l'uomo che ha gestito le più grosse partite tra il Sudamerica e il Porto di Gioia Tauro per la ndrangheta. Insomma, il prestito trent'anni fa viene dato. Ma Marsilio agli inquirenti sostiene di averlo restituito nei successivi 18 mesi, e di aver dovuto pagare a Grillo nel tempo altri 600 milioni di lire in contanti oltre alle spese per gli studi dei suoi figli. Era nelle loro mani. Nonostante ciò nel 2012 Giovanni Grillo si presenta a Matera dall'imprenditore in compagnia di Salvatore Farina (anche lui arrestato), siciliano di Castellammare del Golfo, figlio del boss di Cosa Nostra Ambrogio Farina, sostenendo che doveva avere un altro milione di euro. Poteva restituirlo a rate da 100.000 euro al mese, ma doveva pagare. Marsilio non cede, e allora entra in scena Ciccio l'Americano. Palmeri vive sulla Bath Avenue a Brookling, per i Gambino – tra le altre cose – ricicla gioielli rubati attraverso la sua gioielleria Gold Mine. Prima spedisce cartoline a Marsilio, semplicemente firmate "gli amici di Brooklyn". Non c'era bisogno di aggiungere altro, per capire chi era il mittente. Poi si presenta sotto falso nome alla reception della Sudelettra a Matera: "Verso la metà del luglio 2013 viene alla reception della mia azienda – racconta Marsilio in una deposizione contenuta nell'ordinanza – un individuo di nome Franco Lorenzo, il quale chiedeva di incontrarmi perché doveva darmi un'ambasciata dall'America". Gli "amici di Brooklyn" in realtà si erano scomodati per estorcere quel milione di euro al piccolo imprenditore materano. Agli arresti, sono finiti – oltre a Palmeri, Grillo e Farina – Michele Amabile (napoletano con dimora negli Usa), Carlo Brillante, Daniele Cavoto e Francesco Vonella (i tre sono già detenuti a Benevento per la precedente indagine New Bridge) e Raffaele Valente, beneventano in carcere negli Stati Uniti.

LA REPUBBLICA.IT

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