SI GIOCHERA\’ A PORTE APERTE LA GARA MESSINA-BENEVENTO. ESPLODE LA RABBIA DEI TIFOSI SANNITI

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Non si sa da dove iniziare, e appare persino difficile individuare un solo obiettivo contro cui puntare il dito. Non si sa se ridere o piangere, tanto è sottile stavolta il confine. Il problema, purtroppo, non è Messina – Benevento, il problema non sono i Beneventani che non hanno a disposizione mezzi di trasporto per raggiungere il San Filippo (erano già bloccati da qualche settimana!), il problema non sono i Messinesi (che lo stadio lo avrebbero raggiunto da soli), il problema, ENORME, è che purtroppo siamo nel paese (la p minuscola non è un errore di battitura) delle grandi contraddizioni, nel paese in cui si fa di tutto per crearsi da soli problemi inesistenti ai quali, però, non si riesce in alcun modo a trovar soluzione, nel paese in cui quello che fino ad un minuto prima era regolare, tutto un tratto non lo è più, un paese in cui c'è una regola e mille interpretazioni, una norma e mille deroghe, un paese che fornisce ai suoi sceriffi tutti gli strumenti necessari per dettare legge e sovvertire sistemi. È questo modo di atteggiarsi che espone le istituzioni italiane al pubblico ludibrio straniero, è questo stile balordo che allontana da esse coloro che in esse dovrebbero avere fiducia e speranza. Un capriccio chiude uno stadio. Un capriccio limita la libertà di migliaia di persone. Nessuna carenza strutturale, nessuna questione di sicurezza: INVENZIONI E CAPRICCI. La solita, immancabile, VERGOGNA ITALIANA.

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