Luigi De Nigris: \”Benevento, provincia di Avellino\”

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 Lo scorso 2 dicembre la Giunta della Regione Campania ha però deciso di selezionare l’Alta Irpinia come area prototipale su cui promuovere progetti integrati di sviluppo locale. Sulla quest'area confluiranno le risorse europee e nazionali destinate alla sperimentazione, i fondi comunitari Fesr, Fse, Feasr e le ulteriori risorse nazionali del Fondo per lo sviluppo e la coesione (già FAS) e quelle derivanti dalla legge di stabilità.
Promuovere una sana competizione tra contigue realtà territoriali, attivando quella molla inesauribile dell’agire umano,  fatta di vivacità, di intelligenze, di culture, di varietà di situazioni ambientali e di rapporti, è un fatto positivo. Essa, però, secondo alcune autorevoli dichiarazioni sembra non piacere ai politici irpini che reputano la scelta sullo sviluppo delle aree inter­ne già decisa. Con la delibera regionale del 2 dicembre, l'Irpinia è stata infatti individuata co­me area sperimentale, contrariamente al Sannio e altre due realtà campane che sono state ritenute (solo) aree territoriali potenziali.
Ma anche sul discorso che riguarda la logistica, altra occasione di sviluppo per le nostre aree interne, gli avellinesi hanno le idee chiare. Prevedono infatti che il Sannio debba intervenire sul pia­no commerciale e della grande distribuzione, l'Irpinia si concentrerà invece su un'infrastruttura legata alla produttività agroindustriale, alla ricerca ed all'innovazione. Non si comprende con chi abbiamo concordato questa scelta. Simili affermazioni fanno però capire l'indole egemonica ed egoistica dei nostri vicini a cui non sembra vero poter decidere le nostre sorti, probabilmente favoriti dal silenzio dei rappresentanti politico-istituzionali del nostro territorio.
Continuare a non affrontare in modo organico e sistematico i temi della pianificazione del sviluppo del Sannio, a non sforzarsi di andare oltre le singole posizioni e collocazioni politiche e partitiche, a non concordare un piano di sviluppo condiviso, presto ci condannerà ad una marginalità politica e territoriale. Ad essere buoni, ad una dipendenza o subalternità nei confronti della classe politica, imprenditoriale e sindacale dell'Irpinia.
Luigi De Nigris

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