Meningite: da Campania proposta prolungare vaccino influenza

0
144

Dal presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli Silvestro Scotti alla presidente dell’Osservatorio Regionale sui vaccini Maria Triassi, passando per il segretario provinciale della Federazione Italiana dei Pediatri di Famiglia (Fimp) Antonio D’Avino, ai leader provinciali della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) Corrado Calamaro e Luigi Sparano. Una voce unica per denunciare con più forza una situazione di crisi che in Campania, ma anche nel resto d’Italia, rischia di diventare insostenibile e che riguarda la psicosi meningite. “Dal territorio, ma anche dalla mia attività di medico di famiglia, credo che siamo ormai arrivati ad un punto di non ritorno. Se oltrepassiamo questo punto le conseguenze potranno essere molto pesanti. I medici di medicina generale, i pediatri i responsabili dei pronto soccorso stanno rappresentando una situazione drammatica, non possiamo fare finta di niente e girarci dall’altra parte». La proposta di Silvestro Scotti, che da sempre si è fatto promotore di campagne di informazione e sensibilizzazione sui vaccini, è quella di prolungare la campagna vaccinale di quest’anno sino ai primi giorni di febbraio. La psicosi della meningite – spiega si può legare ai sintomi, ed in particolare alla febbre che con l’attuale incidenza dell’influenza allarma i pazienti alimentando le paure. Non sottovaluterei la possibilità di continuare la campagna vaccinale per l’influenza conclusa al 31 dicembre, cosi da vaccinare più persone contro l’influenza e essere in grado di ridurre questa percezione e quindi, oltre che garantire ancor più la salute dei cittadini, anche contribuire a far cessare l’allarme ingiustificato”. Che l’allarme sia del tutto immotivato lo ribadisce anche la professoressa Maria Triassi. “Questa – dice – è una psicosi che si sta autoalimentando, ma si basa sul nulla. Se guardiamo ai casi, la Campania non registra alcun incremento, siamo nella norma. Il problema riguarda a limite la Toscana. Dunque, questa corsa alla vaccinazione per il meningococco non solo non è giustificata, ma sta creando grandi problemi sul territorio per quel che riguarda le scorte. Sarebbe meglio programmare le vaccinazione nel corso del tempo. Compito per il quale siamo e saremo a lavoro». Maria Triassi dice di condividere la proposta del presidente Scotti di prolungare la campagna vaccinale per l’influenza, sottolineando che servirà nel contempo un grande lavoro di informazione da parte dei medici del territorio”. Proprio dagli studi della Fimmg Napoli, per voce dei leader provinciali Corrado Calamaro e Luigi Sparano, arriva un ulteriore richiamo alla calma. “In questi giorni – dicono i due – negli studi di moltissimi medici di famiglia ci sono code che proseguono anche per le scale. Una situazione drammatica nella quale le presunte meningiti, che in realtà meningiti non sono, rischiano di compromettere l’assistenza di chi invece ne ha realmente bisogno». Per questo motivo i medici della Fimmg hanno dato il via, nei loro studi, ad una vera e propria campagna di informazione. E si dicono pronti a prolungare per tutto il mese di gennaio la campagna vaccinale, qualora dal ministero lo decidessero”. Il grandissimo rischio ora riguarda anche la riapertura delle scuole, perché in quel momento potrebbe aumentare il rischio di un nuovo picco influenzale. Cosa che in un clima avvelenato dalla psicosi per la meningite – si sottolinea – potrebbe mandare il sistema in tilt. Antonio D’Avino, leader provinciale della Fimp si rivolge ancora una volta ai genitori. “L’importante – dice – è non farsi prendere dal panico. In Campania – ribadisce – non c’è alcun allarme e i sintomi che devono destare allerta sono ben riconoscibili, non sono quelli di una banale influenza”. Come si riconosce un sintomo preoccupante? “La meningite – spiega – è una malattia che determina mal di testa, irrigidisce il collo e la nuca del bimbo. Se il bambino ha la febbre alta, il collo rigido, se versa in uno stato di sonnolenza insolita, è iporeattivo e ipovigile allora è il caso di preoccuparsi. Le famiglie devono avere il pediatra di famiglia come primo riferimento per la salute dei loro figli, in caso di un dubbio possono sempre a loro disposizione”.

ARTICOLI CORRELATI


NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO (Il commento dovrà essere approvato dalla redazione)