Mastella lancia partito “per collegare politica a territori”. Già in campo per amministrative. “Ma non mi candido a politiche”

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“Torno non per candidarmi ma per dare una direzione alla politica di oggi e per fare da regista e rimetterla in contatto con i territori, dove la gente non ascolta più i politici perché non si sente ascoltata da loro”. Così, Clemente Mastella, ex ministro della giustizia e oggi sindaco di Benevento, spiega il suo ritorno sulla scena nazionale con il movimento “Noi Campani”, lanciato oggi un una affollata sala a Napoli. Accompagnato dalla moglie Sandra, ex presidente del Consiglio regionale della Campania, Mastella ha chiamato a raccolta “i veterani della politica – spiega – i presunti rottamati che ora devono rispondere al fallimento del populismo cibernetico di Grillo e a quello calato dall’alto di Renzi”. Il nuovo movimento sarà subito in campo con candidati alla prossima tornata amministrativa a Pompei, Nocera e Maddaloni: “Ci presenteremo alle Regionali, ai prossimi appuntamenti comunali e sul piano nazionale aspettiamo la legge elettorale, perché un ritorno al Mattarellum sarebbe ideale per la nostra idea di dare voce ai territori”. Il movimento di Mastella si colloca al centro: “Nelle realtà locali – spiega – l’impegno è sia a sinistra che a destra, l’orientamento non è scontato ma restiamo l’area centrale”. E dal centro, Mastella guarda alla periferia, lanciando anche un messaggio al governatore della Campania De Luca: “Chiediamo la fine immediata della desertificazione delle aree interne, chiediamo di riequilibrare le zone interne e la fascia costiera. In Campania c’è una doppia centralità tra Napoli, con i suoi problemi eterni e la popolazione enorme, e Salerno, rappresentata dal presidente della Regione. Ma noi non possiamo essere isolati sulla mobilità e senza investimenti su turismo e i beni culturali”. Mastella, passato assolto attraverso diverse vicende giudiziarie ma con ancora il processo sulle presunte irregolarità sulla sanità in Campania, ha trovato nuovi stimoli: “Sono tornato nella mia realtà di Benevento – racconta – e ho visto sgomento e credo che chi ha esperienza debba dare qualcosa, non devo più fare carriera politica, l’ho già fatta e sono andato al di là del sogno di un ragazzino di un paesino di 600 abitanti, ora vorrei fare il pedagogo perché la politica torni alla normalità”.

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