Corteo storico degli antichi sanniti sfila lungo Corso Garibaldi

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Domenica si è svolto il Corteo Storico degli antichi Sanniti: per la prima volta i beneventani hanno potuto vedere e toccare con mano il popolo da cui discendono.

La rievocazione storica, ideata dall’associazione culturale Benevento Longobarda, è stata realizzata grazie alla collaborazione con la Fidapa di Bojano (CB) e con il Gruppo Rievocazione Sanniti, che da anni organizzano momenti di rievocazione sannita non solo in Molise ma in tutti i territori che nel corso dei secoli sono stati popolati dalle tribù sannitiche.

Il Corteo è partito da Palazzo Paolo V ed è stato caratterizzato da circa 150 figuranti in costume, tra cui hanno fatto bella mostra  i guerrieri, il cui corredo è stato ricostruito sulla base di rinvenimenti archeologici (in particolare gli elmi di Pietrabbondante) e di iconografie provenienti da Paestum, Caudium, Pompei ed altri importanti siti. Prima e dopo il Corteo si sono svolti alcuni quadri scenici che hanno voluto rappresentare gli aspetti più importanti della civiltà sannitica: la nascita del popolo, la divinazione, l’origine del Ver Sacrum, la formazione della Legio Linteata, i matrimoni sannitici, i ludi funebri, ovvero combattimenti di giovani guerrieri da cui poi prenderanno origine i ludi gladiatori e la figura del “gladiatore”.

 

STORIA DEI SANNITI

 

Secondo la storiografia, i Sanniti prendono origine dalle popolazioni osco-umbre stanziate nei territori centrali della penisola italiana e chiamavano sé stessi Safineis. Mediante la cerimonia del Ver Sacrum (la “primavera sacra”), i Sanniti popolarono gran parte dell’entroterra centro-meridionale d’Italia e si costituirono in una federazione di tribù che si riconoscevano nelle medesime credenze religiose e che costruivano templi comuni di cui restano abbondanti tracce. La federazione dei Sanniti era composta originariamente da quattro tribù, o meglio da quattro popolazioni: i Pentri, i Caudini, i Carricini e gli Irpini. Durante le guerre sannitiche a queste popolazioni se ne aggiunsero delle altre, come ad esempio i Frentani e i Marrucini. Ogni popolazione sannitica fondava nuove città ed occupava nuovi territori seguendo un animale sacro durante la cerimonia del Ver Sacrum, che consisteva in una migrazione di alcuni giovani delle tribù, i “sacrati”, i quali avevano il compito di dare vita a nuovi insediamenti. I Pentri seguivano il Bue, ed infatti la città di Bojano (Bovianum) è di certa fondazione pentra. Gli Irpini seguivano il Lupo, mentre i Caudini seguivano il Cinghiale, che guarda caso è il simbolo di Benevento, chiamata Malies dai sanniti e Maloenton dai greci, poi Maleventum ed infine Beneventum dai romani. La civiltà sannitica era una civiltà guerriero-pastorale, incentrata sul principio di Comunità (Touto in lingua osco-sannita), composta da una moltitudine di individui che occupavano un vasto territorio all’interno del quale esistevano luoghi sacri comuni. Con le armi i sanniti difendevano il proprio territorio, che voleva significare difendere il proprio popolo. L’identificazione tra popolo e territorio è infatti l’essenza della Touto, la quale comprendeva i diversi insediamenti abitati, uniti tra loro da alleanze militari e da comunanza religiosa. Posizionata quasi al centro dei vasti territori delle popolazioni sannitiche, la città di Benevento è da sempre legata al territorio definito Sannio, il quale è in realtà molto più grande dell’attuale provincia di Benevento e che tendeva ad estendersi di continuo, grazie appunto al Ver Sacrum, e che venne poi conquistato dai romani grazie alle famose “guerre sannitiche”, in seguito alle quali divenne una colonia romana. La futura fedeltà dei beneventani alla città di Roma, soprattutto durante l’invasione di Annibale, convinse il senato romano a concedere a Beneventum lo status di municipio (SPQB). Per i secoli successivi gli abitanti delle regioni intorno Benevento vennero sempre chiamati “sanniti”. Perfino Arechi II, nel proclamarsi principe, ci tenne a sottolineare che egli fosse principe “dei longobardi e dei sanniti”.

 

 

I GLADIATORI SANNITI

Sappiamo anche che all’inizio della loro storia, i gladiatori venivano chiamati semplicemente “Sanniti”, proprio perché fu la figura del combattente sannita a far nascere i giochi gladiatori. La prime rappresentazioni di spettacoli di gladiatura avvenute a Roma erano infatti organizzate in occasione di cerimonie funebri, per omaggiare il defunto e venivano impiegati, appunto, esclusivamente guerrieri sanniti. Ben presto la folla dimostrò di apprezzare molto questi combattimenti e nel giro di qualche decennio i ludi gladiatori cominciarono ad essere organizzati anche al di fuori delle cerimonie funerarie e per contenere il pubblico si avviò la costruzione di recinti in legno. Ben presto alla figura del sannita si affiancarono altre figure di combattenti, ricavate dalle sempre più numerose popolazioni che venivano sconfitte e sottomesse dai romani. In tal modo si verificò una differenziazione delle maschere gladiatorie e il sannita divenne solo “una” delle tipologie di combattenti.

 

 

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