Convegno cittadini e sicurezza a San Lorenzello, De Girolamo: “Anche Sannio non più isola felice”

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‘’Complimenti alla vostra comunità, per aver abbellito, come accade da qualche anno ormai, il vostro meraviglioso centro storico con le affascinanti luminarie: senza dubbio un buon viatico per lo sviluppo del turismo che permette, altresì, di far conoscere la vera forza del vostro territorio, i prodotti tipici. Il tema che affronterete nell’incontro odierno, risulta essere centrale, non solo per quello che sarà l’ appuntamento elettorale del prossimo Marzo, ma anche per un costante e sempre più in crescita terrorismo internazionale che, mette in serio pericolo la libertà dei cittadini. La sicurezza dei cittadini, se un tempo veniva definita come argomento forte dei partiti conservatori, oggi interessa sempre di più anche i partiti cosiddetti progressisti.’’

Si è aperto così il saluto che l’On. Nunzia De Girolamo ha inviato al convegno ‘’Cittadini e sicurezza’’ svolto a San Lorenzello, a cui la deputata sannita non ha potuto prendere parte.

‘’ Ed è proprio il superamento di questo steccato ideologico, – prosegue la De Girolamo – l’oltrepassare della barriera dell’appartenenza politica, che dovrebbe aiutare una seria discussione su questo tema. Siamo nel terzo millennio e ancora la sicurezza personale è una delle preoccupazioni più diffuse. C’è chi va affermando che si tratta di un falso problema e che mai il mondo è stato un luogo più sicuro di oggi. Si tratterebbe, allora, soltanto di percezioni individuali. Su questo, permettetemi di dissentire. Non credo, affatto, che la minore sicurezza percepita dai cittadini, sia frutto di sensazioni.
Non solo nelle grandi metropoli, ma anche nelle piccole realtà. Non solo nelle province pericolose, quelle definite un tempo ad alto tasso di criminalità; anche in una Provincia tranquilla, come potrebbe essere considerata la nostra, tanti e troppi risultano essere gli episodi di microcriminalità. Si tratta di atti che determinano, in chi ne è vittima violenti traumi, penose sofferenze e rabbia impotente. Non è facile mai, tornare a casa ed accettare che, ad esempio, qualcuno si sia introdotto nelle nostre abitazioni. Non è facile, non è accettabile.
Voglio essere molto chiara e diretta, senza troppa ipocrisia: in tema di criminalità, come su altri temi, per esempio quello contiguo dell’immigrazione clandestina, sembra prevalere nel nostro Paese un approccio retorico e stereotipato, troppo spesso “politicamente corretto” e “buonista” nei confronti di chi delinque, di cui a farne le spese sono i cittadini più deboli. Lo dico a voi, ma lo ripeto spesso sia in sede istituzionale che altrove: io sono dalla parte dei cittadini, dalla parte che purtroppo oggi è quella più debole. Allora, cosa può fare concretamente la politica? Noi possiamo fare tanto, tantissimo. Per prevenire e reprimere la criminalità, occorre un sistema giudiziario più efficiente, rapido nell’individuazione degli autori dei reati, veloce nel giudizio, severo e fermo nell’irrogazione delle pene.
Ogni esecutivo che voglia ben governare deve dunque – incalza la parlamentare azzurra – impegnarsi a combattere la criminalità, a reprimerla e, prima ancora, a prevenirla. Non solo, come facemmo noi quando eravamo al governo, combattendo le grandi organizzazioni criminali: basterebbe guardare alcuni dati forniti dall’Istat nonché dal Ministero dell’Interno per comprendere il grande lavoro fatto su questo tema dall’allora Governo Berlusconi. Non solo le grandi organizzazioni criminali dunque, non solo centinaia di arresti di grandi boss, ma anche un aiuto più concreto con l’istituzione dei poliziotti di quartiere. Un segnale concreto per combattere quella che prima ho definito microcriminalità.
Segnale che purtroppo non è arrivato dall’attuale Governo quando nei mesi scorsi si è parlato di legittima difesa. Purtroppo il Pd e le altre forze di maggioranza non hanno saputo o voluto scrivere una legge che rispondesse davvero alle esigenze dei cittadini onesti, una legge in grado di tutelare le persone per bene, quando sono aggredite, quando vedono minacciata la propria incolumità, quella dei propri familiari, o i propri beni. Ciò che dobbiamo comprendere tutti, come linea guida che abbiamo adottato noi di Forza Italia in occasione del voto alla Camera dei Deputati è che, non si può invertire l’onere della prova, non si può chiedere alla vittima di dimostrare di essere una vittima. Dev’essere piuttosto eventualmente lo Stato, – conclude Nunzia De Girolamo – ma solo quando l’abuso è clamoroso ed evidente, a dimostrare eventuali responsabilità.’’

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