Un grave caso di discriminazione raziale a Benevento – LA CONDANNA DELL’ ARCI

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Dapprima il caso di Cantù, in provincia di Como, dove una paziente ha rifiutato le cure del medico di pronto soccorso perché “negro”, ieri invece il caso inverso di una infermiera dell’ Ospedale Civile di Benevento, che rifiuta l’ assistenza ad un noto mediatore culturale 37 enne, residente a Benevento, reo di essere “negro” anche lui, e quindi, a dire dell’ infermiera, inidoneo a ricevere le (sue) cure. Non solo! In questo caso non è mancata l’ offesa oltre l’ ingiuria, e il ricorso all’ ideologia razzista di matrice politica rappresentata da Salvini. Abbiamo appreso la notizia quasi in tempo reale dal profilo social del povero malcapitato amico Musah (questo il suo nome), conosciuto in città come un serio professionista e un ragazzo di profonda sensibilità a cui va tutta la nostra solidarietà; abbiamo poi letto sugli organi di stampa locale il tam tam di questo gravissimo, ennesimo, episodio accaduto nella “tranquilla” città di Benevento. Sarebbero molte le cose da dire in merito, partendo dal grave comportamento dell’ operatrice in veste di funzionario svolgente un pubblico servizio, quindi assoggettato alle leggi di dello Stato, a partire da quelle costituzionali come:

Art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3 “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”;

Art. 32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”;

Seguono poi le leggi nazionali, la normativa regionale, quella locale, e persino i regolamenti di categoria, nonché quelli aziendali, fino al giuramento degli infermieri!

Non sta a noi di certo in quadrare legalmente questo triste episodio, ma condannarne tutti gli aspetti si, perché non è possibile che nel 2018 accadano ancora fatti intrisi di tale ignoranza, dove e l’ arroganza assume persino le vesti di una delicata istituzione come quella sanitaria pubblica, che è un baluardo essenziale di democrazia, solidarietà, mutualismo, uguaglianza e umanità, e non si tratta di “buonismo”, ma di consapevolezza dell’ essere cittadini liberi, seppure in uno Stato in cui l’ idiozia è ancora largamente diffusa.

Comitato Prov.le Arci Benevento

Il Presidente

Fulvio Ianiro

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