M5S. Parole in libertà? Una risposta a Franzese

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«C’è della gente che parla un minuto prima di pensare». Questo ci è venuto in mente quando abbiamo letto l’intervento (totalmente scollegato dall’attualità politica) del consigliere Franzese, in evidente stato di confusione (politica).

La nota invero non sarebbe neanche degna di risposta tale è la pochezza (e la bassezza…) delle argomentazioni (?) che sembrano mal nascondere solo un risentimento personale (che in politica dovrebbe essere bandito). Mi limito, dunque, a far notare quattro cose.

1) La mancanza di virgolettati mostra come la sua ricostruzione sia totalmente fantasiosa. Abbiamo chiesto a novembre le sue dimissioni da Consigliere in virtù del DASPO che gli è stato comminato; a settembre avevamo reclamato il regolare svolgimento delle Commissioni, bloccate dalle fibrillazioni interne alla maggioranza, in particolare dai «valzer» (Mastella) dei tre (Puzio, Franzese, Russo) prima confluiti in AP, poi costituitisi in gruppo consiliare a sé.

2) Nicola Sguera non fa parte della Commissione presieduta da Franzese e solo in rarissime circostanze gli è capitato di sostituire Marianna Farese.

3) Il M5S ha fatto pervenire più di un anno fa un’articolata proposta al Presidente del Consiglio e al Sindaco per la razionalizzazione delle Commissioni, in linea con uno dei propri punti programmatici: la riduzione dei costi della politica.

4) Se Franzese pensava di fare “operazione verità” pubblicando gli emolumenti percepiti da noi consiglieri sappia che essi vengono pubblicati in tempo reale sul nostro blog, nella sezione “Ti informiamo”1, perché fare del Comune una “casa di vetro” è obiettivo fondamentale del nostro mandato (e lo applichiamo in primis a noi stessi).

Chiudo ricordando che, per nostra iniziativa, il Comune sta pubblicando i verbali delle Commissioni2. Ogni cittadino potrà valutare l’operato dei Presidenti e dei singoli consiglieri in esse.

A dirla tutta, di Franzese come Presidente di Commissione e come Consigliere, ad oggi, non si ricordano né memorabili interventi né proposte che hanno modificato la condizione comatosa del commercio in città.

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