Sandra Lonardo: la Abbate dimentica la ‘figuraccia’ della Fedeli …che può restare a Bergamo

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Credo che la candidata del PD Giulia Abbate debba acquisire ancora un po’ di dimestichezza con la nuova legge elettorale, o con la coerenza politica. In alternativa, infatti, gli elettori potrebbero pensare che l’esponente renziana lancia moniti e suggerimenti che non valgono per lei.

Mi spiego. La candidata ha segnalato nelle scorse ore, come con un voto espresso a sostegno di Forza Italia nel collegio uninominale del Senato, favorisca a cascata l’elezione di Claudio Lotito, numero due al plurinominale, colpevole però secondo la Abbate di essere poco vicino al territorio.

“Laddove eletta non lascerò il posto ad altri”, ci tiene a chiarire la Abbate. Commovente l’attaccamento al posto, che comunque decideranno gli elettori se affidarle, ma la Abbate dimentica di ricordare che proprio i suoi voti sono finalizzati all’elezione di “altri”. In particolare, ogni preferenza espressa per la Abbate è un voto per l’elezione in Parlamento di Valeria Fedeli, capolista Pd nella lista plurinominale del Senato, tra i ministri meno brillanti di sempre, di certo non beneventana.

Volendo comparare curricula dei due candidati, va detto che mentre le attività imprenditoriali del romano Lotito spaziano su tutta Italia con concentrazioni importanti proprio qui in Campania, la candidata-ministra del Pd, catapultata nel Sannio per essere eletta senza fatica, è della provincia di Bergamo e nulla la lega al Sannio.
Anche se decisamente riduttivo, questo è il parametro scelto dalla Abbate per criticare i suoi avversari, lo stesso che non utilizza quando si tratta dei suoi capolista.

Stigmatizza, sempre la Abbate, la presenza di Lotito nel collegio per condurre la propria campagna elettorale: “qualche visita in vista del voto”, minimizza la candidata Pd. Che ancora una volta dimentica di utilizzare lo stesso criterio e rispondere al quesito: dove è la Fedeli che nemmeno in campagna elettorale si è fatta viva?

Della ministra, in verità, rimane indelebile il ricordo della fuga che lo scorso ottobre la vide protagonista qui a Benevento. La Abbate avrà forse dimenticato ma fu la stessa CGIL sannita, organizzatrice dell’evento, ad esprimere “la propria incredulità per l’abbandono del Convegno da parte della Ministra Fedeli, che considerano gravissimo e irrispettoso nei confronti di tutti gli intervenuti, oltre che degli organizzatori”.

“Una figuraccia” ancora secondo la ricostruzione della CGIL, prodotta da assenza di argomenti come si evince dalla cronaca del sindacato: “Al termine del confronto con gli studenti  che ha riguardato esclusivamente l’attuazione dell’alternanza scuola-lavoro, la ministra è rientrata in sala, dove era attesa dai relatori e dall’uditorio e, invece di recarsi al tavolo della presidenza, ha imboccato l’uscita laterale ed è andata via, senza motivarlo né salutando, lasciando tutti esterrefatti”.

Insomma la Abbate lo ha dimenticato o era distratta, ma la Fedeli da questo territorio è già scappata, e ben prima della sua elezione.
Gli elettori hanno la possibilità di chiederne conto, ed il prossimo 4 marzo possono concretamente offrire un’occasione alla Fedeli e ai suoi sostenitori di restare a casa propria, che sia a Bergamo o altrove.

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