Sandra Lonardo :”La sanità di Benevento ed Avellino rischia il collasso”

0
185

Nella macroarea irpino-sannita ci saranno 184 posti letto in meno mentre, per fornire un utile riferimento, a Salerno la stessa dotazione verrà incrementata di ulteriori 254 unità.
Chi nega questa evidenza non ha letto, o forse non comprende, quanto riportato nel decreto n.8 del primo febbraio, firmato dal Governatore De Luca, Commissario per la Sanità campana, e pubblicato nel Burc di lunedì scorso.
Il nuovo Piano Ospedaliero Regionale che divide la Campania in macroaree, se non cancella i riferimenti al Sannio e all’Irpinia ne riduce drasticamente i servizi, tanto da produrre una fusione di fatto. I servizi delle aree interne vengono penalizzati e ridimensionati lasciando ai cittadini solo la speranza di poter accedere ad utili prestazioni sanitarie.
È il caso del Presidio Ospedaliero di Sant’Agata de Goti che non avrà più il Pronto Soccorso ma solo un Punto di Primo Intervento: la differenza che non è solo terminologica, sarà percepita dai cittadini della Valle Caudina, del Fortore e della Valle Telesina, che perdendo il riferimento territoriale dovranno ricadere su Benevento per servizi di prima necessità. La struttura di Sant’Agata, per la quale si immagina un futuro da polo oncologico anche se attualmente in assenza di qualsivoglia finanziamento, perde anche importanti attività specialistiche: una scelta che sarà pagata sia dalle comunità coinvolte che dalle strutture limitrofe, come Benevento, su cui si riverseranno i cittadini alla ricerca di cure. Se i posti letto di Sant’Agata vengono esclusivamente dedicati alla riabilitazione e alla lungodegenza, si intuisce che per ogni altro intervento dovranno essere utilizzate altre strutture.
Purtroppo, nonostante le propaganda elettorale delle ultime settimane, da questa realtà non si scappa.
Verrebbe da chiedersi dove fossero i nostri rappresentanti in Regione mentre veniva elaborato questo disegno che penalizza Benevento ed Avellino.
Ma proprio le prossime elezioni offrono un’occasione per rimediare: infatti, il decreto di De Luca deve ora passare al vaglio dei Ministeri della Sanità e dell’Economia. I candidati al Parlamento delle aree interne, ora ed in maniera chiara, possono assumere l’impegno di scongiurare questo scenario. È necessario un intervento che faccia sentire la voce e percepire il valore delle aree interne della Campania: la sanità che spetta ai nostri cittadini non può essere svenduta.
Fermare l’ennesimo sopruso perpetrato ai danni delle aree interne sarà il mio primo impegno nella prossima attività parlamentare. Se su questo comune obiettivo si registrasse una compatta rappresentazione istituzionale sarebbe utile al territorio e dimostrerebbe che su argomenti tanto importanti non ci sono distinzioni di appartenenza. Almeno scongiurerebbe il sospetto, più che fondato, che nella svendita di pezzi importanti del nostro territorio, c’è chi gioca contro il Sannio e l’Irpinia nonostante sia demandato a tutelarli”.

ARTICOLI CORRELATI


LASCIA UN COMMENTO (Il commento dovrà essere approvato dalla redazione)

Please enter your comment!
Please enter your name here