Lunedì ore 15.00. Stregati da Sophia “ la vita e le sue narrazioni”

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Lunedì  12 Marzo 2018, alle ore 15,00 presso il Teatro Massimo si terrà il settimo appuntamento del 4° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “ Stregati da Sophia”.

Sul tema “La vita e le sue narrazioni”, si confronteranno il prof. Sergio Givone ed il prof. Paolo Amodio

Il prof. Sergio Givone relazionerà sul tema : “Questa nostra vita mortale e l’infinito”.

Non una nuova “storia infinita”, ma una storia dell’infinito. Il concetto di infinito a lungo ritenuto contraddittorio e paradossale, ha dato da pensare a filosofi, matematici, artisti. Questi ultimi, a partire dal Rinascimento, hanno addirittura preteso di darne una rappresentazione prospettica o almeno di afferrarne il principio, il punto di fuga. Ma che cos’è l’infinito? È qualcosa di reale o soltanto un’ipotesi, una finzione della mente?

Sergio Givone è professore Emerito di Estetica dell’Università di Firenze, del cui Ateneo è divenuto anche Prorettore. Nel 1983-1984 e nel 1986-1987 è stato borsista Humboldt presso l’Università di Heidelberg.È stato ospite di numerose università straniere, (la Autonoma di Madrid, la Sorbona di Parigi, la Stanford University e l’Università di Tokyo) dove ha tenuto diversi cicli di conferenze e lezioni..È autore di numerose pubblicazioni, fra cui: La storia della filosofia secondo Kant, Mursia l972; Storia del nulla, RomaBari: Laterza, 1995; Dostoevskij e la filosofia,Laterza, 1984; Metafisica della peste, Torino: Einaudi, 2012; Luce d’addio. Dialoghi dell’amore ferito, Firenze: Olschki, 2016; Sull’infinito, Bologna: Il Mulino, 2018. Presso Einaudi sono usciti anche tre romanzi, ultimo dei quali Non c’è più tempo, 2008.

 

Il prof. Paolo Amodio affronterà il tema:” L’incontro con la vita tra invenzione e conoscenza”.

La vita, per parafrasare il titolo di un libro di qualche anno fa, “è un’invenzione recente”. E non si tratta di un paradosso: la scienza si è sempre occupata degli esseri viventi e della loro descrizione. È solo a partire da Darwin che la vita diviene concetto e questione a sé stante. Eppure la domanda sulla vita nasconde le stesse insidie: si può conoscere la “vita”? Può la vita essere ridotta al rango di un “oggetto”? È un “qualcosa” cui applicare le categorie conoscitive classiche? Quando si osserva la vita, si sta davvero guardando alla vita o si scruta il “vivente”? Vita e vivente si prestano piuttosto alla narrazione e, soprattutto, a una meta-narrazione, e proprio quando, almeno a seguire Lyotard, il Post-Moderno segna la crisi delle grandi narrazioni.

Paolo Amodio è professore ordinario di Filosofia Morale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli – Dipartimento di Filosofia “A. Aliotta”, dove peraltro ricopre anche l’insegnamento di Etica e Religione. La sua più che attività di ricerca, come testimoniano i suoi numerosi lavori, si è concentrata su diversi filoni: il pensiero filosofico ed etico-politico nella Napoli del Settecento nei suoi rapporti con il mondo intellettuale europeo; la storia del libertinismo, esplorata fondamentalmente nelle sue implicazioni antropologico-filosofiche; le conseguenze etico-politiche determinate dall’evento Auschwitz sulla filosofia del secondo Novecento; il nuovo pensiero ebraico nei suoi rapporti con la tradizione e le nuove prospettive etico-filosofiche; l’antropologia filosofica tra etica, scienza e filosofia; la bioetica, come questione epistemologica.

Introduce: Prof.ssa Carmela D’Aronzo

Presidente Associazione culturale filosofica ” Stregati da Sophia”

Coordina: Prof.ssa. Maria Zarro

Docente di storia e Filosofia -Liceo classico “G.Rummo”Bn

 

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             A cura del Social Film Festival ArTelesia

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