Cheick Diabaté – The Tank

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A 13 anni perde la madre, pochi mesi dopo il suo migliore amico in un incidente: “Stavamo giocando insieme a biliardino, mi ha detto ‘vado a mangiare, ci vediamo dopo’. Non è più tornato”.
Qualche anno dopo vedrà anche il papà e il fratello morire davanti ai suoi occhi per una grave malattia.
Una vita segnata da enormi disgrazie per il gigante maliano.
Poi però c’era il calcio, sì, la sua salvezza.
Cheick è una forza della natura, al Bordeaux segna quasi 70 gol in cinque stagioni.
In nazionale porterà con le sue reti il suo Mali al terzo posto nella Coppa d’Africa 2012, affiancando giocatori del calibro di Drogba e Aubameyang al primo posto della classifica cannonieri.
Quando avrebbe potuto però fare il definitivo salto di qualità, lo strano passaggio in Turchia e l’inspiegabile calo.
Anni tribolati, poche presenze, pochissimi gol, fino al ritorno in Francia lo scorso gennaio al Metz che, con 8 reti in 14 partite, trascina ad un’insperata salvezza.
Ancora una volta però il destino gli volta le spalle.
Ad inizio stagione subisce un grave infortunio, l’ennesimo ostacolo in una vita piena di sofferenza.
Ma lui dimostra di essere un “gigante” in tutti i sensi, lavorando duro per tornare più forte di prima e non perdendo mai il sorriso. Lo deve ai suoi cari, a suo padre, maestro di vita.
“Mio padre mi ha sempre insegnato a lavorare duro e mi diceva di guardare in basso per portare rispetto verso chi mi parla” dirà emozionato.
Da Gennaio finalmente il ritorno in campo. Il suo presente si chiama Benevento: 7 gol in 6 partite di serie A, un gol ogni 40’. Con le due reti al Sassuolo, è la terza doppietta di fila. Non serviranno forse a far salvare il Benevento questa volta, ma sicuramente serviranno a fargli alzare lo sguardo.

Alzalo più che puoi Cheick, arriva al cielo. Ci sono sicuramente i tuoi genitori, tuo fratello e il tuo migliore amico.

Sono lì, in piedi, pronti ad applaudirti.

Romanzo Calcistico

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