“La questione di Benevento al Parlamento”. Presentata la pubblicazione di Bruno Menna

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Con il patrocinio del Lions Club Host, presso la Biblioteca provinciale di corso Garibaldi, è stato presentato il nuovo libro di Bruno Menna: “La questione di Benevento al Parlamento”.

Dopo l’intervento introduttivo di Oreste Di Giacomo, presidente Lions Club Host di Benevento, hanno dialogato  Mario Collarile e l’autore del libro.

Le conclusioni sono state  affidate a Gianfranco Ucci, presidente III Circoscrizione, Distretto 108 YA Lions International.

“La questione di Benevento al Parlamento” è focalizzato su quanto avvenne alla Camera, nella primavera del 1861, laddove un nùgolo di deputati mise a rischio l’autonomia e i confini dell’appena costituita provincia sannita, impugnando le ragioni dei territori confinanti (Caserta, Avellino, Foggia, Campobasso), costretti a cedere comuni e quote di sovranità. Una battaglia che la delegazione parlamentare e la città seppero vincere, tutta da raccontare.

Scheda

Nella primavera del 1861 l’autonomia e i confini della Provincia di Benevento vennero seriamente messi in discussione da un gruppo di deputati che fomentarono le proteste della Capitanata, del Molise, di Terra di Lavoro, dell’Avellinese, costretti a cedere – nel vortice di distretti, circondari e mandamenti – quote di sovranità territoriale per far “rinascere” l’antico Ducato, appena liberatosi dell’asfittica condizione di delegazione pontificia e tenutosi distinto e distante dal disfacimento del Reame borbonico.

Fu una disputa dialettica e procedurale lunga e tortuosa, anche scivolosa per via della “resistenza” di tanti Comuni (molti dei quali “sanniti”), legittimamente perplessi per il nuovo status e per le nuove relazioni da intraprendere, dal punto di vista amministrativo, topografico e geopolitico.

La battaglia fu vinta, però, per lo spirito risoluto dei rappresentanti alla Camera (Federico Torre e Nicola Nisco) e del governatore Carlo Torre, per il sostegno dell’ex consigliere dell’Interno, Liborio Romano e dell’avveduto rappresentante irpino Grella, per un provvidenziale ordine del giorno del partenopeo Caracciolo, per la decisiva mediazione del ministro Minghetti, ma, soprattutto, per la reazione d’orgoglio e d’amor patrio che le energie migliori e l’intellighènzia seppero mettere in campo per affermare un principio sacrosanto: l’istituzione della provincia sannita, generata dall’insurrezione del 3 settembre e voluta da Garibaldi nell’ottobre del 1860, poi delineata dal provvedimento del Luogotenente Eugenio di Savoia, non era un premio ma un riconoscimento alla storia di Benevento, alla sua offerta culturale, alla sua economia, alla sua posizione baricentrica tra più aree contermini, al ruolo strategico di cerniera tra due mari.

Particolarmente interessante risultò un lavoro “in tempo reale” dell’avvocato Giuseppe Manciotti, da cui origina il titolo del libro, “La questione di Benevento al Parlamento. Aprile 1861”, un condensato di rivendicazioni, spesso retoriche ma mai sterili, che testimoniano le potenzialità e le giuste ambizioni della città all’alba dell’Unità d’Italia.

Si tratta, in pratica, di una “rilettura” degli atti parlamentari, in uno con l’endorsement di Manciotti, per comprendere, a Camere da poco insediate, che le battaglie per la crescita del territorio e per sconfiggere l’atavico pregiudizio nei confronti delle aree interne, vanno condotte nelle sedi istituzionali, con spirito pubblico, fermezza d’intenti e dovizia di argomenti, senza cedere, magari, alla tentazione della politica liquida e senza perdersi troppo nel mare magnum del web.

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