Presentato il Centro Studi Confindustria Benevento. “La conoscenza alla base delle decisioni”. VIDEO

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Oggi si è discusso di economia provinciale grazie alla presentazione del Rapporto “Dove va l’Economia Sannita” realizzato dal Centro Studi di Confindustria Benevento con la collaborazione di Unisannio.

“Dobbiamo essere capaci di indirizzare noi l’economia del territorio. Il fattore fiducia assume un valore indispensabile. La  lettura dei dati raccolti nel rapporto impone a tutta la classe dirigente locale di costruire un percorso di pianificazione strategica condivisa e fortemente promossa da tutti per evitare il progressivo svuotamento della provincia – spiega Filippo Liverini Presidente di Confindustria Benevento.In particolare dovremmo essere capaci di trattenere i nostri giovani puntando su attrazione degli investimenti, miglioramento dei servizi essenziali e una politica di sostegno ai giovani. Dobbiamo esserecapaci”.

“Bisogna conoscere per poter decidere – spiega Pasquale Lampugnale Presidente Piccola Industria Confindustria Benevento e Vice Presidente con delega al Centro Studi. Insieme per lo sviluppo è un metodo di lavoro che parte dall’analisi, dalla condivisione di obiettivi comuni, che si basa su una interlocuzione con le forze politiche utile e privilegiata in quanto esiste una questione di politica economica che coinvolge tutti e che determina non solo il consenso ma anche le condizioni di benessere della comunità”.

Vincenzo de Luca– presidente della Regione potenzialità ne Campania dichiara che la provincia di Benevento ha  molteplici potenzialità di sviluppo. Bisogna lavorare sulle ZES implementano la dotazione finanziaria. Ma altro elemento che bisogna valorizzare sono i nostri giovani. Sono molteplici le azioni che la regione sta mettendo in campo in questa direzione.

Antonio Marchiello– Assessore attività produttive Regione Campania ha ribadito che nessun’area sarà lasciata indietro. La Regione ha  messo in campo molti tavoli di lavoro per affrontare in maniera strutturale ogni singolo argomento. Sulle Zes stiamo attivando il decreto semplificazione e verificando la questione degli sgravi Irap. Stiamo lavorando su bandi relativi all’ingegneria finanziaria e sulla questione della banda larga che entro il 2020 riguarderà tutto il territorio campano.

La ricchezza prodotta in provincia è pari a 4.5 miliardidi euro e incide per il 4.4 % sul Pil regionale. Il PIl di Benevento dal 2008 al 2015è drasticamente crollato e presenta una forte volatilità dal negli anni 2013/2014 in cui si passa dal +5.8 al -6.5 questo a supportare la tesi che bisogna attuare una politica di sviluppo su fattori stabili e non legati in modo esclusivo alla spesa pubblica o a dinamiche esterne.Il PIL della Provincia è così composto : il comparto manifatturiero rappresenta il 19% del Pil , l’agricolo il 6%, tutto il resto pari al 75% un’economia legata a servizi e commercio. Le aziende manifatturiere sono 6177 e rappresentano il 19% del PIL della Provincia (18% Campania e 24% Italia)” La frammentazione e la dimensione delle imprese determina anche un ricorso al credito difficile , la provincia di Benevento raccoglie 4.5 miliardi di € in depositi e solo 2.8 miliardi vengono impiegati a supporto del circuito imprenditoriale. Benevento rappresenta il 6% delle imprese registrate in Campania ma con uno dei tassi di imprenditorialità più alti in Italia collocando la provincia all’11° posto nel rapporto imprese/numero di abitanti.Per quanto concerne il PIL pro capite si attesta nel 2015 con 15.953 , ben al di sotto della media del Mezzogiorno pari a 19.103 e a quella nazionale 27.180. Da notare che i valori Italia Mezzogiorno e Benevento sono nel 2015 quasi pari al 2008.Le esportazioni sono poco significative , 182 mln nel 2017; 48 mln nel 1° trimestre 2018 con un + 10%  ma solo l’1.7% delle esportazioni regionali e per il 50% legale alla metalmeccanica ed elettronica , l’agricoltura solo il 10%.

A moderare i Lavori Nando Santonastaso– giornalista de “Il Mattino”ed esperto di economia.

Filippo de Rossi Rettore Università degli studi del Sannioha richiamato l’attenzione sull’importanza di questo studio e della fruttuosa collaborazione tra Università e Confindustria Benevento che rappresenta un punto di forza per il territorio.

“Effettuare un’attenta analisi delle dinamiche sociali ed economiche di un territorio – afferma il  Direttore Generale di Banca Popolare Pugliese, Mauro Buscicchio– è la chiave di volta per individuare le azioni correttive e le corrette metodologie da seguire. La virtuosa collaborazione tra mondo dell’industria e ricerca universitaria, tra l’altro, dimostra come la teoria, al di là dei preconcetti, si sposi bene con la prassi, soprattutto quando il fine ultimo è comune.

Ed è proprio nell’ottica della rivitalizzazione del territorio sannita che si collocano le azioni di Banca Popolare Pugliese, a sostegno dell’imprenditoria locale”.

“A portare i saluti alla platea Antonio di Maria Presidentedella Provincia di Benevento che ha invocato la necessità di riformare gli enti locali e ha fatto presente che Attraversiamo una congiuntura economica davvero pericolosa. Se non fermiamo la nuova recessione e facciamo ripartire l’apparato produttivo con un’azione sinergica tra Istituzioni locali, Regioni, mondo imprenditoriale e sindacale e Governo centrale si annunciano per il Mezzogiorno tempi, se possibile, ancora più duri degli attuali. “

 Clemente Mastellasindaco della città, ha portato i propri saluti ma soprattutto si è detto favorevole ad una teoria keynsiana. Per recuperare efficienza si rende necessario favorire un ricambio generazionale dei lavoratori e favorire il settore edile attraverso l’abbattimento delle strutture fatiscenti e la ricostruzione secondo canoni di efficienza e sicurezza.

 “Massimo SbatiniDirettore Politiche Regionali di coesione Territoriale di Confindustria La fotografia scattata dal Rapporto sull’economia del beneventano è per molti versi rappresentativa della situazione socio economica delle regioni del Mezzogiorno. Ci racconta, infatti, di un territorio sano, contraddistinto da una significativa vitalità imprenditoriale ma anche da altrettanto significativi vincoli, interni ed esterni, che ne ostacolano lo sviluppo.Ci parla delle dinamiche demografiche che, qui come altrove al Sud, stanno modificando in profondità il potenziale competitivo del territorio, e delle tante opportunità di impresa, e quindi di sviluppo e di ricchezza, che potrebbero essere colte, a partire da un patrimonio culturale ancora pienamente da valorizzare.E ci mostra, con poche istantanee, cosa significa essere ai margini dei flussi di comunicazione in una economia in cui la mobilità delle persone, delle merci e dei dati costituisce una parte rilevante del valore aggiunto.”

Costantino Boffa Delegatodal presidente Giunta Regione Campania per AV/AC Napoli-Bari ha richiamato l’attenzione sulle opere infrastrutturali che coinvolgonoal nostra provincia.

Benevento è al centro di un sistema ferroviario e il nodo delle infrastrutture che oggi può rappresentare un punto di debolezza, grazie alle opere che stiamo realizzano si trasformerà in un punto di forza e di strategicità per il territorio.

“Per Annamaria Nifo– docente di Economia Unisannio- Due i principali elementi strettamente correlati, che emergono dall’analisi. Il primo – di carattere macroeconomico – delinea il quadro della debole dotazione infrastrutturale e istituzionale del territorio. Il secondo mette in luce le caratteristiche microeconomiche delle imprese. Sul primo punto si evidenziano  i fattori istituzionali che definiscono il contesto in cui le imprese realizzano la produzione. Il dato che emerge dall’analisi è una grave debolezza dell’assetto istituzionale che contribuisce a formare l’ambiente più o meno favorevole per il business, quell’insieme di regole formali e informali che danno forma agli incentivi alla base del comportamento e delle scelte di individui ed imprese. Sul secondo punto si sottolineano le caratteristiche strutturali del sistema produttivo. Il quadro che emerge è quello di un’economia complessivamente marginale nel contesto regionale e  caratterizzata da preoccupanti elementi di fragilità. La ridotta dimensione aziendale, la forte presenza del settore dei servizi e del commercio (49% del tessuto produttivo), il costo del denaro più elevato (a parità di classe di rischio le piccole imprese pagano di più) certamente non consentono con facilità di riagganciare la ripresa.

“Per Giuseppe Marotta –Direttore Demm – Il rafforzamento della “rete istituzionale” porterà sicuramente a un miglioramento della qualità istituzionale e del capitale sociale nei prossimi anni. E’ alquanto verosimile aspettarsi, infatti, che l’agire congiunto possa generare un circolo virtuoso tale da mantenere i giovani laureati sul territorio e aprire una prospettiva positiva per lo sviluppo futuro, avviando il territorio sannita verso “una economia e una società maggiormente resilienti. ”

La provincia di Benevento presenta al 2017 una popolazione pari a  279.675 abitanti , il 5% di quella della Regione Campania , con l’indice di vecchiaia più alto e la densità abitativa più bassa della regione ( 134.7 persone x kmq – Napoli 2630 persone per kmq. Il trend , in linea con quello nazionali , è di tipo regressivo con una popolazione giovane minore di quella anziana.

Benevento si colloca al 90° posto in Italia con un tasso di NEET pari al 33.46%.

E’ in atto un continuo spopolamento che interessa in egual modo tutte le aree della provincia , al 1 gennaio del 2018 registriamo un calo di 548 unità , come se in 365 giorni si distinguesse se un intero piccolo comune. Tra i principali motivi la mancanza di lavoro e l’isolamento di alcuni territori.

La dotazione infrastrutturale è pari al 64% fatta 100 l’Italia. Sotto il profilo della capacità di servizio , dell’accessibilità , dell’integrazione delle rete siamo fortemente penalizzati.

La dotazione ferroviaria è pari al 3.7% su totale regionale e raggiunge a Benevento solo il 35% della popolazione.

I posti per km offerti dal trasporto pubblico locale per abitante sono pari a 1280 a fronte dei 2181 della Campania , una situazione che dimostra assoluta carenza dei servizi.  Benevento conta 3.4 milioni di veicoli per km , contro i 12 milioni di Avellino.

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