Elezione ordine avvocati. Regardi: “La candidatura degli ineleggibili è illegittima”

“Le affermazioni tranchant del collega Mazzeo, (che, se non ricordo male siede ininterrottamente in consiglio da sette legislature per un numero di anni che fatico a conteggiare) riportate dalla stampa di oggi, secondo le quali non vi sarebbe alcuna violazione di legge da parte degli “ineleggibili”, lasciano, a dir poco, perplessi. Ciò a maggior ragione se è lui stesso a richiamare il codice deontologico che, dalla plateale forzatura della legge vigente, esce oggettivamente massacrato travolgendo l’intera Avvocatura sannita, che non merita tale affronto.
Sinceramente, lo spirito che anima me e il mio gruppo è completamente diverso: abbiamo talmente a cuore la dignità e il decoro della classe forense di Benevento e Ariano Irpino che, pur potendo contare sulla autorevolissima interpretazione delle Sezioni Unite della Cassazione, tutti d’accordo, abbiamo deciso di munirci di un parere pro – veritate che ci conforti nelle nostre opinioni in merito alla specifica situazione del nostro Consiglio dell’Ordine.
Il prof.Enzo Baldini, sulla scorta della nota sentenza di Cassazione ma, soprattutto, sulla scorta delle leggi che regolano le elezioni dei nostri Consigli dell’Ordine, ci ha confermato la bontà della nostra interpretazione: la candidatura degli ineleggibili è illegittima, e per la dignità di tutti noi iscritti all’Ordine di Benevento lo affermeremo ovunque ci sarà consentito.
In tale ottica, è assolutamente indispensabile che venga al più presto insediata la Commissione Elettorale preposta dalla legge alla valutazione delle candidature presentate, unico organo legittimato a definire, sia pure in via provvisoria, eleggibili o meno i candidati che si propongono.
E’ singolare che, a meno di 10 giorni dall’inizio delle operazioni elettorali, non sia nemmeno stato convocato il Consiglio che dovrà insediare, mediante sorteggio, quella Commissione: è del tutto evidente che l’attività di verifica dovrà essere svolta entro un termine congruo e ragionevole, tale da consentire, a chiunque ritenesse di essere danneggiato dal responso, l’esercizio di tutte le tutele. Se ciò non dovesse accadere, assisteremmo al paradosso per il quale alcuni Avvocati decidono di comprimere il diritto di difesa di altri Avvocati in palese contrasto con la Costituzione, in particolare con gli artt. 24 e 113. ”

Avv. Vincenzo Regardi

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