Benevento: Piano industriale per il servizio di Trasporto pubblico Urbano- azienda Trotta: VENDITA TITOLI DI VIAGGIO A BORDO AUTOBUS

Faisa-Confail tende a precisare che la vendita dei titoli di viaggio a bordo dei bus è prettamente considerata una norma transitoria al CCNL, a livello di accordi locali, soprattutto di natura economica sulla vendita dei titoli e tenendo conto delle esigenze tecnico organizzative dell’azienda e della tutela dei lavoratori in materia di tutela legale e civile.

    In prima istanza, prendiamo in considerazione il Codice della Strada e relativo Regolamento di esecuzione, nei quali non sono previste alcune differenziazioni tra fermate idonee o meno alla vendita di titoli di viaggio a bordo.

     L’art.157/1°comma-lett.B del C.d.S., definisce “fermata”il luogo di temporanea sospensione della marcia, per consentire la salita e la discesa di persone od altre brevissime esigenze.

    L’art.3/1°comma/punto 24, del medesimo C.d.S. individua il “golfo di fermata” come parte esterna alla carreggiata destinata alla fermata dei bus di linea.

       L’art. 352 del Regolamento del C.d.S., invece, dettaglia le caratteristiche delle fermate dei mezzi in servizio pubblico di linea passeggeri.

  Gli Enti proprietari (Regione, Città Metropolitana, Provincia e Comune) della strada, infine autorizzano le fermate se ritenute in sicurezza.

     E’ in piena evidenza l’attenzione del legislatore per l’effettuazione delle fermate degli autobus di linea in piena sicurezza e arrecando il minimo intralcio alla circolazione dei veicoli. Per conseguenza, se la vendita dei titoli di viaggio a bordo causa intralcio alla circolazione, o peggio, ne riduce la sicurezza, tale attività non è consentita ed è quindi censurabile dalle Forze dell’Ordine.

   Dato che l’autista è in possesso di patente professionale D e relativo CQC per trasporto passeggeri, dobbiamo essere consapevoli che lo stesso, è l’unico responsabile penale verso i passeggeri e gli altri utenti della strada, e quindi dobbiamo essere certi che ci sia una eventuale tutela legale da parte dell’azienda di appartenenza, così come citato dall’art.34-lett.B-punto 2 del CCNL.

  Dobbiamo essere consapevoli che l’autista dovrà rispondere in sede civile dei danni materiali attribuibili e riconducibili in base ad accordi aziendali ad egli sfavorevoli cosi come descritto dall’art.34-lett.A del CCNL.

    Pertanto, pur rendendoci disponibili ad un eventuale accordo per la vendita dei titoli di viaggio a bordo degli autobus nella città di Benevento, così fatto in altre aziende Regionali, chiediamo che il tavolo di discussione per tale argomento, venga spostato presso l’Ente Comune, con azienda e parti sociali, per stabilire l’idoneità certificata di ciascuna fermata, per la vendita dei biglietti a bordo in base a intralcio e riduzione di sicurezza per la circolazione dei veicoli che si potrebbe verificare.

La certificazione di tutte le fermate autorizzate in essere su tutte le linee, garantirebbe la dovuta tutela e sicurezza ai conducenti e a tutti gli utenti della strada stessi.

   Non potrebbe soddisfarci l’ipotetica dichiarazione aziendale, minimizzando il problema e dicendo: “ vendete i biglietti dove ritenete opportuno che ci siano le adatte condizioni”; salvo poi contestare il personale per la mancata vendita con mille pretesti e annessi provvedimenti disciplinari; peggio ancora sottovalutando il fatto che in caso di qualsivoglia incidente, l’autista, se colpevole di riduzione sicurezza della circolazione per vendita di biglietti, verrà comunque sacrificato da rivendicazioni legali di ogni tipo.

   Di certo Faisa CONF.A.I.L. non potrà mai avallare scelte unilaterali….. Disponibili al dialogo costruttivo per il rilancio dell’azienda, nel rispetto delle norme a tutela dei lavoratori e della cittadinanza stessa- –ciò quanto dichiara il Segretario Organizzativo Regionale, Enzo Pinto.

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