Tommaselli:” Presunta caduta ascensore al Rummo. Management tace”

Non c’è paradosso maggiore che infortunarsi in un luogo di cura, magari prendendo un ascensore riservato ai pazienti o cercando di svolgere le proprie mansioni al servizio degli ammalati.

Ebbene, afferma Giovanni Tommaselli segretario FSI-USAE Sannio Irpinia, l’Ospedale di Benevento vive oggi uno dei suoi periodi più controversi dell’ultimo decennio.

La fuga di primari, medici e pazienti è all’ordine del giorno. Ed il management, vi chiederete, cosa fa? Spallucce!!! Orecchi da mercante!!! Gira lo sguardo!!!

È del 27 novembre 2018 una nota della nostra O.S. con cui segnalavamo alla Direzione il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza, la mancata manutenzione degli ascensori, perennemente rotti, non solo quelli adibiti al trasporto dei visitatori, ma, soprattutto, quelli per il trasporto dei pazienti, rovinosamente anche quelli del padiglione delle emergenze.

A questa nostra sollecitazione, inviata secondo le normative vigenti della Legge 241/90, ad intervenire è seguito il nulla da parte degli organi amministrativi preposti,con il conseguente   perdurare del mancato rispetto non solo delle norme legislative di tutela  della sicurezza di tutti coloro che transitano presso la struttura ospedaliera ma anche di quelle inerenti la trasparenza della gestione del nosocomio.

Non ultima la  nostra richiesta di chiarimenti al management circa la presunta caduta dell’ascensore dal terzo piano al piano sottinterrato del Padiglione di Emergenza, con a bordo un lavoratore che sembrerebbe aver riportato  seri danni fisici ,evitando, per fortuna, danni irreparabili e/o conseguenze nefaste.

È per tutto questo che non possiamo più tacere e valutare concretamente di adire alle vie legali.

Le criticità ci sono sempre state, anche in passato, ma non abbiamo mai assistito ad un management così arroccato nei propri colpevoli silenzi.

La legge non ammette ignoranza: la sicurezza dei lavoratori e dei pazienti non è un diritto temporaneo ma va sempre ed ovunque tutelato.

Se qualcuno, in altra sede, ha deciso di distruggere la nostra sanità, sappia, almeno, che noi non resteremo a guardare in silenzio e che ci prepariamo a protestare con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione.

 

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