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Cronaca| 02.09.2010

Che fine assurda per un uomo gentile e benvoluto

Sulla piazzetta davanti all'Ufficio Postale, intorno alle 10 c'è ancora tanta gente. Filippo Battaglino, l'agricoltore pensionato di 65 anni, morto ormai da qualche ora, forse anche per lo spavento avuto a seguito della rapina messa a segno dai due giovani, giace ancora in terra.

Coperto da un lenzuolo. Si attende l'arrivo del magistrato per rimuovere il cadavere. In un angolo, seduta su una sedia, con il volto tra le mani, la figlia Antonietta, confortata da amici e parenti. E, poco più in là, il fratello Giuseppe, che tutti in paese chiamano Peppino. L'intera comunità di Puglianello, è attonita, sotto choc per la morte del pensionato, «un uomo ben voluto, gentile», quello che comunemente si definisce «una brava persona». Ed è questa la descrizione che fa l'assessore alle politiche sociali del comune, Graziano Rubano, avvertito da una telefonata di quanto era accaduto, e subito accorso sul posto. «In paese - dice - tutti conoscevano Filippo. Era una bravissima persona e un gran lavoratore che, da quando era andato in pensione, si vedeva spessissimo al bar dove, cordiale e gentile con tutti, trascorreva molto del suo tempo. Per la nostra comunità, una morte del genere è una cosa indescrivibile». Della stessa opinione Gennaro Perrotta che definisce Filippo, «un gran lavoratore, una persona tranquilla». Sul posto per dare sostegno ai figli - la moglie del pensionato è morta alcuni anni fa - anche una nipote. La signora Maria Assunta Battaglino, non si da pace per quello che è successo. «L'ho visto proprio stamattina - afferma - intorno alle 6.30. Come ogni giorno, stavo facendo un giro in bicicletta e sono passata davanti all'Ufficio Postale. Lo zio, insieme alla figlia che lo accompagnava tutti i mesi a prendere la pensione, era già in piazzetta in attesa dell'orario di apertura». E con lui, come d'abitudine, per una piccola comunità, c'erano altri pensionati che il giorno in cui devono ritirare la pensione, si danno quasi un appuntamento. Quattro chiacchiere, seduti sulle panchine della piazzetta, aspettando l'apertura dell'Ufficio postale. Ed è andata così anche ieri mattina. «Quando l'ho visto lì - continua la signora Maria Assunta - ho pensato alle tante volte che ho assistito a questa scena. Ho salutato lui e gli altri, e sono andata via. Era una bravissima persona. Tranquilla, cordiale e cortese con tutti. Eravamo vicini di casa. La sua abitazione sorge di fronte alla mia». «Non ci sono parole per descrivere la gentilezza e la cordialità di Filippo», le fa eco Marco Guarnieri, anche lui in piazza, sconcertato e allibito, come gli altri concittadini. Sta seduto su una panchina e non smette di parlare, di raccontare ciò che ha visto e sentito Paolo Marro. Lui ieri mattina, al momento della rapina era all'interno dell'Ufficio Postale. Ha visto e sentito tutto. Ma è sul signor Filippo che vuole rilasciare una dichiarazione che, poi, è in linea con le altre. «Che devo dire - asserisce - era una bravissima persona e per la nostra comunità è una grave perdita». Enorme condoglio in tutto il paese che si è stretto compatto intorno ai familiari. Un decesso che ha suscitato costernazione, appena la notizia si è diffusa, anche negli altri centri della valle Telesina.


IL MATTINO del 2 Settembre 2010


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