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Scuola e Università| 28.08.2010

PRECARI SANNITI: MINISTERO ACCETTI CONTRADDITTORIO

DOCENTE IN SCIOPERO FAME REPLICA A PAROLE CONSIGLIERE MINISTRO

Invita il consigliere del ministro Gelmini, "a scendere dalla poltrona che occupa per confrontarsi con la gente", "a vivere la realtà quotidiana e accettare il contraddittorio".

Così, Daniela Basile, una delle due precarie della scuola che a Benevento hanno iniziato lo sciopero della fame per protestare contro i tagli disposto dal ministro dell'istruzione, risponde alle dichiarazioni rese, come rendono noto le manifestanti, da Max Bruschi, consigliere del ministro dell'Istruzione, su un social network. Il consigliere della Gelmini, sollecitato a rilasciare un commento sullo sciopero della fame iniziato dalle due precarie aveva risposto che "troppo a lungo la scuola è stata scambiata per un ammortizzatore sociale. E che trovo scorretto il ricatto morale". "O sazì nun' crer' 'o riun'" (che tradotto in italiano significa 'chi ha la pancia piena non crede a chi vive una difficolta', ndr)", replica Basile. "Chi sta sull'alto di una poltrona da cui non scende mai, nemmeno per confrontarsi con la gente non riesce a capire nulla se non se stesso, la sua tasca e la pienezza del suo ego", prosegue la componente del Comitato Insegnanti Precari e Ata sanniti da due giorni in sciopero della fame. Nella risposta indirizzata a Bruschi, Daniela Basile sottolinea che da anni "denuncia lo scempio e il disagio di tanti lavoratori qualificati, messi alla porta senza giusta causa, dopo decenni di onorato servizio, e per di più offesi pubblicamente e diffamati da onorevoli e illustri liberi pensatori" e che "é diffamatorio e pretestuoso il continuo riferimento ai precari e al loro ruolo di ammortizzatori". Nel replicare a Bruschi, l'insegnante evidenzia che "da anni i precari mandano avanti la scuola pubblica e contribuiscono al suo regolare funzionamento" e che "da anni lo Stato sfrutta le competenze e le qualità di onesti lavoratori a tempo, per una questione di meschino risparmio, tutto spalmato sulla pelle e le vite di chi le vive". "Il mio gesto estremo - conclude Basile - è il risultato della Sua sordità verso chi da anni Le chiede un confronto. Di fatto si violano quei diritti sacrosanti cui ha prestato fedeltà e fossi in Lei me ne vergognerei ed essendo incapace di ascoltare chi Le ha permesso di occupare determinati scranni col suo voto, mi dimetterei".(ANSA).


edizione del 5 FEBRAIO 2012
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