ISIDE BENEVENTANA A NAPOLI

Si tratta di un momento importantissimo per la valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e storico del Museo del Sannio e del territorio interno in generale». Con queste parole l’assessore alla cultura della Provincia di Benevento Giorgio Carlo Nista ha commentato il prestigioso evento inaugurato il 12 ottobre che ricostruisce i rapporti tra l’Egitto e la Campania prima e dopo la nascita di Cristo proponendo al pubblico la visione di amuleti, statue, gioielli, affreschi e oggetti di tutti i tipi provenienti da Pompei, Benevento e dai Campi Flegrei. La riunificazione fino al 26 febbraio 2007 delle importanti testimonianze del culto iliaco nell’area regionale rappresenta un contributo importante del Ministero dei Beni culturali non solo per la conoscenza di un aspetto della vita civile romana, ma anche per la rinascita di interesse nei confronti dei percorsi turistici meno frequentati, quelli cioè delle aree interne. Per questo la Giunta provinciale di Benevento ha ben volentieri concesso il “nulla osta” alla trasferta di una intera Sezione del Museo del Sannio, quello appunto dedicata al culto iliaco, nella convinzione di svolgere un servizio per il territorio amministrato. I reperti isiaci era già stati recentemente in trasferta anche in Germania per un’altra mostra di rilievo mondiale sull’Egitto fuori dall’Egitto: il risalto ottenuto anche in quella circostanza era stato eccezionale. La mostra partenopea, curata da Stefano De Caro, è stata aperta dal sottosegretario al ministero per i Beni e le attività culturali Danielle Mazzonis, che ha sottolineato la “spinta verso il multicuralismo” dell’iniziativa e dall’assessore al Turismo della Regione Campania, Marco di Lello, che, attraverso i Por Campania del progetto ‘Grande attrattore Napoli’, ha promosso l’esposizione. Stefano De Caro, dal canto suo, ha sottolineato che fu proprio la scoperta del tempio di Iside a Pompei a cambiare nel ‘700 la storia degli scavi”. Per quanto attiene Benevento, invece, secondo gli studi prevalenti, l’identità culturale della città è talmente intessuta di Iside che il suo volto si trasfigurò nel culto mariano. I reperti del Museo del Sannio nell’ambito di “Egittomania” sono stati raccolti in una Sezione apposita denominata “L’Iseo di Benevento” che si trova proprio all’ingresso del Museo Archeologico ed apre dunque l’intera esposizione che si sviluppa al piano superiore del prestigioso edificio. L’assessore Nista era accompagnato a Napoli dal dirigente del Settore Servizi al cittadino Patrizia Taranto e dalla consulente scientifica del Museo del Sannio Luisa Bocciero. Quest’ultima ha sottolineato che la disposizione e l’organizzazione scientifica dei reperti presso “Egittomania” al Museo archeologico risponde alle conclusioni del Convegno organizzato dal Museo del Sannio su “Il tempio di Iside a Benevento” nei giorni 3 e 4 dicembre 2005, cui parteciparono esperi della materia e molti tra i curatori della stessa Mostra partenopea: questo, ha concluso la Bocciero, a dimostrazione di un impegno di lungo periodo per la migliore comprensione di una pagina della storia campana e di una delle Sezione del Museo sannita.

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