Tutti assolti i 31 imputati nel porcesso per l’immobile di Pizza Duomo

In mattinata intorno alle 11 il dibattimento era cominciato con le arringhe degli avvocati difensori e la requisitoria del pm De Falco che aveva ribadito quanto già chiesto nel corso dell’ultima udienza lo scorso mese di novembre, ritenendo che l’edificazione del Consorzio Cepid avrebbe significato lo stravolgimento del Piano Regolatore Generale, concedendo ad un Consorzio di privati di costruire dove non si sarebbe potuto fare, con volumetrie superiori e in contrasto con gli strumenti urbanistici generali. In particolare, le richieste di condanna riguardavano gli ex rappresentanti dell’impresa, l’ex direttore dei lavori, dirigenti e tecnici comunali, ex assessori delle giunte di centrodestra e, infine, ex membri della commissione Edilizia Comunale. Queste nel dettaglio le condanne richieste da De Falco: 1 anno per Almerico Angrisani; 10 mesi per Francesco Cassano, Umberto Mauro, Giovanna Iannelli e Giovanni Mirabella; 9 mesi per Sandro D’Alessandro, Giuseppe Iadicicco, Gerardo Giorgione, Vincenzo Ranauro, Marina Bianco, Francesco Cardone; 8 mesi per Nicola Boccalone, Roberto Capezzone, Guido Principe, Giancarlo Bocchini, Nazzareno Orlando, Domenico Visco, Angelo Bosco, Roberto Zollo, Antonella Verde, Ludovico Papa, Luigi Giuliano junior, Giampiero Quadraro, Edoardo Frasca, Vincenzo Mauro, Nicola Lauro, Giuseppe Iannelli, Vincenzo De Rienzo e Roberto Landolfi; 2 mesi per Luigi Del Tufo e Sergio Rotili. Intorno alle 14,30 si è quindi riunita la Camera di Consiglio, durata due ore mentre in aula saliva la tensione. Alle 16,35 la lettura della sentenza di assoluzione da parte del presidente Casoria. L’inchiesta era cominciata nel maggio 2002 con la richiesta di sequestro del fabbricato. Lo scorso aprile il giudice Guglielmo Cinque ha disposto lo stop definitivo ai lavori di realizzazione dell’edificio, dopo altri blocchi e lunghi sblocchi.

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