SUMMERC CAMP

Sono intervenuti il Presidente dell’Associazione culturale Proposta Antonio Petrilli, gli architetti Roberto Serino e Pasquale Palmieri, gli storici dell’arte Enrico Crispolti e Massimo Bignardi e il Consulente Scientifico della Bibliomediateca provinciale Ferdinando Creta. L’incontro rientra nell’ambito del programma didattico e di ricerca del Summer Camp Sannio 2007, organizzato dalla Cattedra di Storia dell’arte contemporanea della Scuola di Specializzazione in Storia dell’arte dell’Università degli Studi di Siena in collaborazione con la Provincia di Benevento e la Bibliomediateca provinciale “A. Mellusi ”, con il contributo di alcuni comuni della Provincia e sponsorizzato da ART Sannio Campania, ASI Benevento e Albergo La Piana di Amorosi. Nella sala conferenze erano presenti, oltre ad un pubblico curioso ed interessato all’arte contemporanea, anche i venti studenti provenienti da tutta Italia, già laureati ed iscritti alla Scuola di Specializzazione dell’Ateneo senese, giunti nella nostra provincia per svolgere un fitto programma di incontri e confronti con la realtà del territorio sannita e la sua ricca presenza di opere d’arte ambientale, nonché con le forze culturali e gli artisti che da anni operano in loco. Nel corso della serata, dedicata all’Hortus Conclusus di Mimmo Paladino allocato nell’antico orto del convento dei Padri Domenicani, gli intervenuti hanno sottolineato l’importanza di quest’opera che ha saputo sapientemente legare e far dialogare i segni della storia e quelli della contemporaneità. L’Hortus Conclusus è anche il prodotto di una politica illuminata che ha contribuito, nel 1992, all’arricchimento del patrimonio artistico e culturale della città, giocando un ruolo decisivo nella storia della nostra comunità, anche per l’apertura dello spazio alle manifestazioni civiche e culturali della città, trasformandosi di fatto in una sorta di “piazza” sociale.Mimmo Paladino si è avvalso del contributo ideativo dell’architetto Serino, per la realizzazione dell’Hortus Conclusus, e della collaborazione dell’architetto Palmieri, per la ristrutturazione dell’antico giardino del convento. Serino ha riportato un curioso aneddoto al riguardo, riferendo che Paladino si trovava proprio nel suo studio quando, guardando un fermacarte a forma di cavallo, ebbe l’ispirazione per la creazione del mastodontico e celebre cavallo che svetta sul muro di cinta, ma ha parlato anche dell’umiltà dell’artista, della sua stretta collaborazione con i manovali e della sua capacità di renderli partecipi attivamente alla realizzazione di questo luogo così carico di sacralità.

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