Allocuzione del presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, davanti al Monumento ai Caduti in occasione della Festa della Repubblica

 

 

 

 

 L’augurio è che, in questo clima, nelle nostre famiglie, con i nostri amici e nelle nostre comunità rivivano e si trasmettano ai giovani  le ragioni e  i grandi valori di questa festa e soprattutto gli impegni e le sfide a cui ci richiamano per il presente e per il futuro. 

Sono valori di libertà, di democrazia, di unità, sono impegni a garantire una Italia repubblicana e moderna, costantemente impegnata nello sviluppo e nel progresso, fondata sul lavoro e sulla pace, sulla giustizia e la solidarietà sociale. 

Il 2 Giugno del 1946, una Italia pur devastata dalla dittatura fascista e da una guerra mondiale, lacerata da odio e conflitti profondi, trovò la forza di riconoscersi in questi valori ed  in questi impegni dando il voto a tutti ( e per la prima volta alle donne), scegliendo l’organizzazione repubblicana del nostro stato e della nascente democrazia, eleggendo l’assemblea che avrebbe fissato nella nostra Costituzione questo nostro nuovo e comune patrimonio statuale, identitario e valoriale.

Questo 64° anniversario della nascita della nostra repubblica cade in un momento di grande e straordinaria difficoltà caratterizzato da una crisi economica senza precedenti che richiede al nostro paese di ricorrere a sacrifici pesanti per aprirsi contemporaneamente e subito ad una prospettiva di crescita e di sviluppo. Coniugare insieme una politica di rigore, di riforme strutturali e di investimenti è la grande ed ineludibile sfida che abbiamo davanti a noi. Avvertiamo alto e forte la crescita dei livelli di disagio delle famiglie, della disoccupazione, del vuoto di prospettiva di lavoro e di sicurezza che colpisce i nostri giovani e quindi il futuro del nostro paese e le sue stesse  fondamenta  se, come è scritto nella carta costituzionale e come profondamente credo, la nostra è  una repubblica “fondata sul lavoro”. 

 

Di fronte a tutto ciò appare di straordinario valore l’appello che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto rivolgere alle forze politiche perché si abbandonino “sterili contrapposizioni e dannosi particolarismi”. 

 

E’ fondamentale, in Italia come qui, in Campania e nel nostro Sannio, che il confronto fra le forze politiche concorra al raggiungimento di  risultati non più rinviabili e al  riconoscimento, nella diversità, di agende di obiettivi generali e condivisi da raggiungere ad ogni costo.

Non è più possibile andare avanti con un confronto che, invece, produce solo conflitto e scontro fine a se stesso e che troppo spesso riduce a drammatica miseria l’argomentazione e l’impegno politico.

 

Questo 64° anniversario cade anche nell’anno del 150° anniversario della nascita della Provincia di Benevento e dell’avvio delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità di Italia.

 

Credo che sia di enorme importanza ricomporre il percorso che unisce la nascita dell’Italia, come stato, alla sua trasformazione repubblicana, ritrovare nel patrimonio e nelle conquiste del Risorgimento insostituibili strumenti per viaggiare nel futuro.  

 

La nostra identità nazionale ed il nostro stato democratico affondano le proprie radici nel Risorgimento, in un evento di straordinaria dimensione in cui un popolo riscopre se stesso dopo secoli di servitù ed in cui ritrova “la patria si bella e perduta”.  Una generazione ed una nuova classe dirigente che aderì con passione ed impegno totale ad una vera e propria “religione della libertà” che non declamò come moda o forma esteriore, ma visse e praticò con passione e con sacrifico estremo. Giovani che combatterono senza compromessi per l’Unità e l’indipendenza della nazione, giovani che seppero dare alla libertà italiana una prospettiva di unità culturale, storica ed ideale.  Una unità che non dobbiamo consentire a nessuno di compromettere o cancellare e che invece, come già dicevano tanti protagonisti di quel risorgimento, dobbiamo essere in grado di portare, con la sua autonomia, in Europa.

 

A quel processo la nostra provincia, a sua volta divisa sotto due dei sette stati che dividevano l’Italia, diede un contributo rilevante e non ancora totalmente valorizzato.

Il 3 Settembre del 1860 noi fummo in Campania i primi a conquistare la libertà, con un governo provvisorio, e a sventolare dalla rocca dei rettori la bandiera tricolore.

Nasceva per la prima volta, dopo tanti secoli, una entità che si presentava come terra dei sanniti, una storia divisa e dispersa che ora si ritrovava con una sua rinnovata identità ed autonomia locale nel più grande disegno dell’Italia unita; una provincia che diede alla città di Benevento il suo ruolo di capoluogo e di guida su un territorio composto recuperando comuni sanniti dai territori di Caserta, di Avellino ed in parte dal Molise e dal foggiano. 

 

Una nascita  che avvenne sotto le insegne di un Garibaldi che non era ancora giunto a Napoli e che, soprattutto, avvenne senza spargimento di sangue.

 

Davamo in questo modo un nostro contributo concreto, autonomo ed originale al Risorgimento italiano, riprendendo anche il filo di una storia che aveva visto proprio nei sanniti, al tempo di Papio Mutilo, coniare una moneta che per la prima volta portava la scritta “ITALIA”.

 

Ritrovare, rinnovare e esaltare i grandi valori che portarono alla rinascita della nostra identità di sanniti e di italiani, della nostra patria locale e nazionale è l’impegno che vive in questo 2 di Giugno.

 

Deve vivere l’impegno di tutti, e  soprattutto delle forze politiche e delle classi dirigenti, a ritrovare la passione ed i valori di quella “religione della libertà” che seppe dispiegare, nel Risorgimento come nell’Italia post-fascista, tutta la forza necessaria per ottenere ciò che sembrava impossibile persino ipotizzare.  

 

E’ con questo spirito che diciamo,

Viva il 2 Giugno, Viva la Repubblica, Viva l’Italia, Viva il Sannio».

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