Farmacisti, s\’allarga la protesta sciopero in tutta la Campania

Come avviene da due giorni a Napoli le medicine, anche se prescritte, saranno dunque a pagamento, tranne i salvavita. A deciderlo l’assemblea regionale di Federfarma. A Palazzo Santa Lucia, poi, i vertici dell’associazione hanno incontrato lo staff del presidente della Regione Stefano Caldoro. Al centro della discussione il pagamento dei trecento milioni di credito vantati dalle farmacie nei confronti delle Asl Napoli 1, 2 e 3.

Nessuna fumata bianca. "Riunione interlocutoria", dice il presidente provinciale di Federfarma Michele Di Iorio, "abbiamo proposto un programma di pagamenti dilazionati fino al dicembre 2012". La Regione si è impegnata a valutare il piano dei farmacisti, darà una risposta entro una settimana. Intanto però lo sciopero va avanti tra le proteste dei clienti. "Abbiamo riflettuto sulle possibili vie d’uscita da questa situazione – spiega Angelo Lino Del Favero, consigliere per la Sanità di Caldoro – è prematuro dire quale sia la soluzione tecnica da adottare. Sappiamo che il tempo stringe". Nel corso del confronto con i tecnici della Regione Federfarma ha presentato una proposta in quattro punti. Restituzione di una parte dei rimborsi con cadenza mensile fino alla fine del 2010 allineando da un punto di vista contabile le tre Asl. Autorizzazione, attraverso una delibera, di una transazione. Individuazione di un istituto finanziario come garante dei pagamenti, da corrispondere con scadenza bimestrale, da parte delle Asl per liquidare la somma rimanente entro il 2012. Tempi certi e rapidi per la certificazione dei crediti.

Intanto numerosi acquirenti, pur di non pagare i farmaci, sono andati a comprarli, ricette alla mano, nei punti vendita delle altre province. In appena due giorni centinaia le richieste di medicinali da parte di clienti napoletani, soprattutto nelle farmacie del Salernitano e del Casertano. Inevitabile allora allargare la protesta. Proclamato ieri, lo sciopero nelle altre province scatterà alla scadenza dei quindici giorni di preavviso. A Napoli tre o quattro farmacie su 750 hanno ceduto ai clienti, vendendo le medicine senza incassare. "Casi isolati – dice Di Iorio – scatteranno provvedimenti disciplinari, la protesta va avanti".

LA REPUBBLICA 8 SETTEMBRE 2010

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