La posizione di Fabbene per il ballottaggio: Noi al ballottaggio non appoggiamo nessuno.

In questa tornata elettorale siamo scesi in campo con uno schieramento autonomo proprio perché nemmeno uno di quelli in campo ci rappresentava. Questa situazione non è cambiata: come possiamo identificarci in chi per anni ha trattato questa terra come un proprio “feudo”, senza nessuna attenzione per il bene comune?
Votare adesso per uno dei due candidati a sindaco significa scegliere tra due mali, ma noi non sappiamo identificare quello minore. Se votiamo per l’uno o per l’altro, allora tradiamo il nostro elettorato. Invitiamo in ogni caso ogni cittadino ad esprimere il proprio diritto al voto, secondo la propria coscienza: la nostra ci impedisce di schierarci per uno dei due.
Nel frattempo continuiamo il nostro laboratorio,condividendo proposte ed idee concrete. Proposte ed idee che sono totalmente assenti dal dibattito elettorale a cui stiamo assistendo. I due candidati continuano a sferrarsi reciprochi attacchi personali, ma si guardano bene dall’affrontare le questioni importanti per la città. Ci piacerebbe ascoltare cosa hanno intenzione di fare per porre rimedio all’emergenza abitativa. Durante la campagna elettorale abbiamo lanciato l’idea di favorire un accordo tra proprietari di abitazioni e persone soggette a sfratto esecutivo, con un contratto d’affitto rinnovabile anno per anno, coperto dal Comune di Benevento con i fondi che l’ambito destina a misure di contrasto della povertà.Ci piacerebbe inoltre che i candidati a sindaco ci spiegassero qual è la loro idea per un rilancio culturale della città, invece di limitarsi a presentarci i futuri ed eventuali assessori competenti. Anche su questo tema ci siamo spesi, lanciando il “cultural planning”: un pianificazione strategica che inglobi tutte le risorse culturali e le consideri parte integrante delle strategie urbane. Infine sugli spazi sociali. C’è chi si è richiamato genericamente al “modello napoletano”. Noi quel modello lo abbiamo studiato e ne abbiamo lanciato l’idea che l’amministrazione dichiari “l’uso civico colllettivo urbano” degli immobili da destinare agli spazi sociali. In questo modo ciascun operatore sarà libero di usufruirne, secondo le modalità stabilite in un regolamento di utilizzo e gestione scritto dalla stessa cittadinanza.
Ecco, mentre gli “adulti” continuano ad insultarsi, i “giovani senza esperienza” continuano a costurire proposte concrete per una Benevento migliore.

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