Del Rio a Benevento:”facciamo ciò che diciamo, Sud sia orgoglioso “

“Il Mezzogiorno deve essere anche un po’ orgoglioso di giornate come queste perché danno speranza e fiducia perché sono il segnale che lo sviluppo si è cominciato a muovere e comincia ad andare nella direzione della crescita e dell’occupazione. Le cose che abbiamo detto, le facciamo. Pensate alla stazione di Afragola (Napoli): era un cantiere abbandonato ed un monumento all’inefficienza dell’Italia, oggi è una stazione che funziona”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, inaugurando la tratta Cervaro-Bovino, un tassello importante per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Capacità Napoli-Bari, (costo complessivo 6 mld e 100 mln, 4 mld già disponibili), che con il raddoppio di 30 km di binario conferisce anche una maggiore capacità all’intera rete esistente che consentirà di intensificare le corse giornaliere sulla direttrice Caserta-Foggia e, più in generale, sull’itinerario Bari-Roma. Partendo da Foggia per il viaggio inaugurale che si è concluso a Benevento, Delrio, accompagnato dal sottosegretario alle Infrastrutture Umberto del Basso de Caro e dal commissario di Governo per la Napoli-Bari, Maurizio Gentile, ha anche sottolineato il rispetto dei tempi per la realizzazione della nuova tratta, 25 km di piattaforma ferroviaria e 30 km di binari consegnati dalla impresa D’Agostino Costruzioni Generali in meno di due anni, ha sottolineato il rispetto dei tempi di realizzazione di “una infrastruttura che cambierà la storia di questi territori quando sarà completamente realizzata, perché da Bari si potrà raggiungere Napoli in due ore e Roma in tre”. “Lo dico da emiliano -ha aggiunto Delrio: sulla Napoli-Bari stiamo procedendo con maggiore velocità rispetto per esempio della Milano-Bologna che si è realizzata con più lentezza. Ci sono poi gli incagli che non dipendono dal governo e da Rfi, dovuti ad imprese che possono saltare, ai ricorsi nei confronti delle gare bandite, alle pronunce dei tribunali amministrativi. Da questo punto di vista, mi sento di poter dire che occorre maggiore cultura di impresa rispetto a quella del ricorso”.

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