Mozione NO-Slot: Farese e Sguera (M5S) chiedono discussione e votazione in Consiglio Comunale

“I sottoscritti Marianna Farese e Nicola Sguera del gruppo M5S, chiedono che venga iscritta all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale per essere discussa e messa in votazione la seguente mozione:
IL CONSIGLIO COMUNALE di BENEVENTO
PREMESSO CHE:
– L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera il GAP (Gioco d’azzardo patologico) una dipendenza comportamentale patologica, prevenibile, curabile e guaribile, in grado di compromettere la salute e la condizione sociale del singolo e della sua famiglia. Il Ministero della Salute ha definito la ludopatia non solo un fenomeno sociale ma una vera e propria malattia, che rende incapaci di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse;
– il DDL 13/09/2012 n. 158 (decreto Balduzzi) ha inserito la ludopatia nei LEA (Livelli essenziali di assistenza) con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione;
– i nuovi LEA approvati il 13 gennaio 2017 confermano ed estendono il raggio di azione nei confronti della ludopatia;
– i dati forniti dall’Autorità delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che per lo Stato Italiano regola e controlla l’intero comparto dei giochi, confermano la grande espansione del gioco d’azzardo in tutte le Regioni d’Italia. Per volume movimentato, il gioco d’azzardo sarebbe la terza “industria” italiana con il 12% della spesa delle famiglie, una raccolta nazionale di circa 80 miliardi di euro nel 2011, circa 380.000 slot machine; oltre 50.000 apparecchi videolottery (VLT); un terzo di tutte quelle esistenti al mondo, con una densità per abitante tripla rispetto agli Stati Uniti;
– l’azzardo distoglie enormi capitali dalla spesa delle famiglie; ne soffrono i consumi interni alternativi e allo Stato vengono a mancare quasi 4 miliardi solo in termini di IVA;
– in Italia si stimano 15 milioni di giocatori abituali; di questi si calcola che tra i 900.000 e i 2,3 milioni siano a rischio e altri 900.000 abbiano già sviluppato dipendenza;
– «La Campania è la terza regione in Italia per fatturato legato al gioco d’azzardo. La provincia di Benevento è la settima in Italia per gioco e scommesse e la prima in Campania per la spesa in slot machine. In particolare, una ricerca pubblicata dall’Università lombarda “Carlo Cattaneo” ha classificato il Sannio al 36esimo posto in Italia per numero di sedi e punti scommesse. Per quanto riguarda la spesa pro-capite, ogni cittadino sannita spende tra i 900 ed i 1.100 euro l’anno. In totale in provincia di Benevento si registra un volume di gioco di circa 336milioni di euro annui».
CONSIDERATO CHE:
– il Piano d’azione Nazionale 2013-2015 contro il GAP (gioco d’azzardo patologico) definisce la strategia generale su cui articolare le azioni e gli interventi preventivi per il gioco d’azzardo, basandole prevalentemente su un piano di prevenzione (universale, ambientale, selettiva) e controllo della popolazione a rischio (giocatori problematici, portatori di malattie mentali, persone con grave disagio economico, dipendenti da alcool e droghe);
OSSERVATO CHE:
– il sistema normativo e di controllo a livello nazionale e regionale è insufficiente a disciplinare le situazioni che presentano già enormi costi sociali sulle singole comunità locali.
– i Sindaci sono i diretti responsabili nei propri Comuni dell’assetto delle funzioni del territorio, della salute dei cittadini, quali rappresentanti delle comunità di cui devono curare gli interessi e promuovere lo sviluppo.
– non esiste un regolamento comunale di riferimento per le macchine autorizzate ed il gioco d’azzardo;
– uno strumento molto efficace è il Manifesto nazionale dei Sindaci contro il gioco d’azzardo, promosso dalle Associazioni “Terre di Mezzo”, “Scuola della Buone Pratiche”, “Fa’ la cosa giusta!”, Legautonomie, che ha già ricevuto l’adesione di circa 700 comuni italiani e chiede una nuova legge nazionale, fondata sulla riduzione dell’offerta e il contenimento dell’accesso, con un’adeguata informazione e un’attività di prevenzione e cura. Il Manifesto inoltre chiede che sia tutelato il potere di ordinanza dei sindaci per definire l’orario di apertura delle sale da gioco e per stabilire le distanze dai luoghi sensibili, e che l’installazione dei giochi d’azzardo sia subordinata anche al potere autorizzativo dei Sindaci.
Tutto ciò premesso e considerato, con la presente mozione si intende:
IMPEGNARE IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
– ad aderire al su citato Manifesto dei Sindaci, pubblicizzando tale atto attraverso tutti i canali di comunicazione, quali sito web istituzionale e comunicarne l’adesione a terre.it e legautonomie.it;
– I Sindaci dei Comuni aderenti al Manifesto citato dichiarano di poter intervenire su:
– – gli STATUTI comunali ;
– – i Piani di Governo del Territorio con norme specifiche per le sale gioco ;
– – i REGOLAMENTI (di Polizia locale, del Commercio, della Pubblicità, delle Sale gioco);
– – le ORDINANZE basate sulla necessità di proteggere i più deboli e garantire la sicurezza urbana ;
– – i CONTROLLI della Polizia locale sulle sale gioco e su coloro che le frequentano, ai fini della prevenzione nei confronti della malavita organizzata;
– – STRUMENTI E MODELLI OPERATIVI INFORMATICI per conoscere sempre meglio il territorio e i fenomeni che vi si manifestano.
– a programmare, insieme con l’ASL, un ciclo di attività informative, formative e di sensibilizzazione rivolte agli alunni delle scuole primarie e secondarie e ai cittadini mirate sui rischi derivanti dal gioco d’azzardo;
– a promuovere attraverso l’Asl locale campagne informative circa l’esistenza di terapie mirate e specifiche per chi soffre di dipendenza dal gioco modalità e campagne di informazione per le famiglie dei giocatori affetti da tale tipo di dipendenza, affinché siano edotti sugli strumenti esistenti per difendere il giocatore ed i suoi familiari dalle gravi conseguenze della loro patologia sul patrimonio familiare.
– ad attivare una politica di sgravio fiscale che premi gli esercenti che si impegnino a non installare slot macchine – video lottery nei propri locali, o a rimuovere quelle installate, per un periodo temporale di almeno cinque anni, anche in considerazione delle nuove normative fiscali;
– a sostenere, una tantum, la promozione di detti esercizi commerciali offrendo, ad esempio, la possibilità di utilizzare, in maniera gratuita, spazi pubblicitari di pertinenza comunale per le proprie attività produttive, non esclusi ove possibili sgravi fiscali o altre agevolazioni ;
– ad obbligare, nel rispetto della normativa vigente, gli esercenti che non vorranno aderire alla campagna “no slot-machine” a posizionare vicino a tali apparecchi, in maniera ben visibile, un cartello che ne segnali la pericolosità e la possibile causa di dipendenza (ludopatia) ;
– ad adottare un regolamento comunale che includa norme più restrittive per l’apertura di future attività commerciali, che prevedano al loro interno l’uso di apparecchi elettronici o terminali atti al gioco d’azzardo e la disincentivazione, e maggior controllo, di tutte quelle attività commerciali che ad oggi vedono al loro interno la presenza di apparecchi.
Le norme del nuovo regolamento dovranno prevedere che:
1. per le attività di prossima apertura o per le attività che ne facciano richiesta: a far data il giorno successivo l’approvazione di questo regolamento, sia vietata l’installazione di apparecchi elettronici VLT (videolottery) nei locali commerciali pubblici, presenti nell’intero territorio comunale, che distino meno di 500 metri da luoghi cosiddetti “sensibili”, quali scuole pubbliche e private di qualsiasi grado, luoghi di culto, luoghi di aggregazione sportivi, oratori, biblioteche, centri anziani, parchi e giardini pubblici, nonché banche uffici postali o sportelli bancomat.
2. per le attività che abbiano installati apparecchi VLT: L’obbligo da parte del personale operante nell’esercizio, della verifica della maggiore età delle persone che accedono tramite esibizione di un documento di identità validità e il divieto di pubblicizzare in qualsiasi forma la presenza della sala slot.
3. per tutte le attività commerciali esistenti e di futura apertura: un orario di esercizio per il gioco d’azzardo per non più di 8 ore giornaliere, con orari identici per tutte le forme di azzardo: gratta e vinci, scommesse sportive, concorsi numerici, apparecchi elettronici, terminali per il gioco a distanza e comunque qualsiasi forma di gioco con puntata in denaro.
4.  Eventuali violazioni devono prevedere sanzioni afflittive e progressive in caso di recidiva.
– ad inviare copia motivata come informativa della presente mozione ai Sindaci dei comuni limitrofi al territorio comunale per le loro opportune azioni di prevenzione, azioni che se intraprese anche da questi sarebbero molto più incisive al contrasto del gioco d’azzardo;
– ad attivarsi, mediante invio della presente mozione ai Presidenti delle Camere, al Governo , affinché nella normativa nazionale sul gioco d’azzardo siano ampliati i poteri dei Comuni in merito alla prevenzione delle patologie indotte dall’attività suddetta, in particolare consentendo agli stessi Comuni di regolamentare l’utilizzo dei macchinari all’interno degli esercizi commerciali e di limitarlo in aree definite del territorio comunale;
Chiediamo cortesemente la discussione e la votazione della seguente Mozione nel prossimo Consiglio Comunale.
http://www.scuoladellebuonepratiche.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Manifesto_Azzardo.pdf”
Marianna Farese e Nicola Sguera

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