Prostituzione: Veneto, albo professionale e partita Iva per le prostitute (2)

(AdnKronos) – Guadagnini prosegue poi ricordando come la “Corte di Cassazione ha dichiarato la prostituta una “libera professionista” con il diritto di ricevere giusto compenso e dovrebbe e di emettere fattura con partita IVA. E la stessa Corte in un’altra sentenza ha dichiarato come la prostituzione tra adulti deve essere soggetta a tassazione poiché attività lecita. Ma ad oggi queste sentenze sono state totalmente disattese”.

Infine Guadagnini specifica come “Il giro d’affari è stimato in 25 miliardi di euro, con 9 milioni di clienti all’anno. Ciò significa che se questi 25 miliardi venissero fatturati, ci sarebbero introiti fiscali miliardari per lo stato. Un libero professionista subisce una pressione fiscale per più di metà del suo reddito. Oltre a legalizzare la prostituzione il progetto di legge prevede delle modifiche al codice penale inasprendo le norme esistenti tra cui l’ ergastolo per chi sfrutta la prostituzione minorile con multe fino a 500.000 euro e 15 anni di reclusione e fino a 100.000€ di multa per chi istiga e costringe alla prostituzione”.

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