Dc: Casini, ‘per Donat-Cattin no Agnelli candidato in Piemonte, prima operai’

Roma, 14 mar. (AdnKronos) – Carlo Donat Cattin fu “capace di dialogare con Socialisti e Comunisti, contestando però con convinzione il monopolio che essi pretendevano di esercitare sul mondo operaio”. Per lui la Dc era “un partito di popolo. Mai si sarebbe potuto consegnare alla sinistra politica l’esclusiva della difesa degli operai e dei ceti più deboli”. Lo ha sottolineato Pier Ferdinando Casini, intervenendo a palazzo Madama al convegno ‘Carlo Donat-Cattin uomo di governo e leader Dc’, organizzato dall’omonima Fondazione nel centenario della nascita, presente il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

L’ex presidente della Camera ha quindi ricordato un aneddoto legato all’impostazione politica seguita da Donat-Cattin: “questa preoccupazione lo spinse ad una durissima battaglia, fino a minacciare le dimissioni dalla Dc, per impedire la candidatura del senatore Umberto Agnelli nel collegio piemontese, negli stessi collegi in cui la Fiat aveva il suo insediamento sociale. ‘Si può candidare con noi, in qualsiasi parte d’Italia, ma non in Piemonte’, disse. Una posizione che era espressiva di una visione, di una idea che egli aveva ben chiara: prima gli operai”.

Una linea che si accompagnava alla “sua assidua insistenza a vedere riconosciuta l’importanza della componente operaia in seno al partito. Contro la lotta di classe in versione marxista e contro il versante capitalista, espressione autentica di quella terza via tra socialismo e capitalismo che prendeva spunto dalle encicliche sociali di papa Leone XIII. Il popolarismo mai confuso con il populismo”.

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